Negli ultimi articoli ho parlato spesso di target e pubblico, a proposito di seo e di landing page, ora credo sia arrivato il momento di parlarne in modo più approfondito e capire come trovare il proprio target.

Perché è proprio necessario trovare il proprio target

Il mondo digitale ci ha portati a una verticalizzazione degli interessi, in generale del mondo intorno a noi. Che significa? Il fatto di poter cercare e scegliere ciò che c’interessa direttamente,  crea, dal lato opposto, un’offerta sempre più mirata. Facciamo l’esempio della TV. Una volta c’era la TV generalista (c’è anche adesso, in parte), rivolta a tutti. Nel palinsesto erano presenti i programmi d’intrattenimento, ma anche il telegiornale, i film d’azione, i film romantici, i programmi per bambini. Magari questi programmi venivano distribuiti diversamente a seconda dell’orario, ma c’era di tutto un po’. Oggi ci sono i canali dedicati: quello di cucina, quello del crime, quello per bambini, quello che manda in onda film per tutto il giorno… e potrei continuare a lungo. Capito la differenza? Così come noi abbiamo la possibilità di scegliere e fruire solo ciò che c’interessa, al tempo stesso l’offerta e i prodotti si specializzano sempre di più e ci danno ciò che noi vogliamo. È un flusso che si alimenta da una parte e dall’altra.

Questo processo, grazie in particolare al web, si riflette in ogni punto della società e del sistema economico, dunque sì: riguarda anche la tua piccola attività. Anche la mia. È per questo motivo che è importante capire come trovare il proprio target, imparare a conoscerlo e parlarci: perché non puoi rivolgerti a tutti. Ripeti con me il mio mantra: se ti rivolgi a tutti, non ti stai rivolgendo a nessuno.

Prima regola : cos’è che ti distingue dagli altri?

Prima di pensare a definire il tuo target, o buyer personas che dir si voglia, devi partire da un’analisi di ciò che fai. Dovresti già farlo all’interno di un progetto di branding, ancor prima di fare il sito, ma a volte le cose si sovrappongono. In ogni caso, se ancora non l’hai fatto, è importante che tu ti metta seriamente a pensarci. Senza farti prendere dalla fretta. Per differenziarti dagli altri, per capire a chi rivolgerti, devi sapere qual è la caratteristica del tuo brand che ti rendo unico. Non importa qual è la tua attività, c’è senz’altro qualche dettaglio che ti può far emergere. Per esempio puoi fare foto: ma che tipo di fotografie? Puoi amare ritrarre mamme e bambini, oppure foto professionali per l’attività, oppure foto naturalistiche.

Ancora, puoi essere il famoso costruttore di porte e finestre (un mio vecchio esempio). Anche in questo caso, le tue non saranno porte e finestre come tutte le altre, qualcosa che  caratterizza il servizio c’è di sicuro: i materiali, le finiture, o ancora il rapporto con il cliente, la velocità nei preventivi o nella consegna, il pagamento alla consegna, la possibilità di rateizzare, il prezzo concorrenziale, e mille altri aspetti su cui puoi puntare. Immagina che ciascuno di questi dettagli si traduca in una ricerca del tuo cliente su internet e, quando la digita, arriverà dritto a te. È un po’ più chiaro ora, perché e come trovare il proprio target? Andiamo avanti.

Seconda regola: conosci il tuo target

Ora che hai capito su cosa puntare, devi farti un sacco di domande su questo benedetto target. Te l’ho spiegato nell’articolo sulla SEO e come essere primi su Google: la definizione della persona a cui ti rivolgi, completa di dettagli che potrebbero apparire insignificanti, ti fa anche comprendere il suo linguaggio, il suo modo di cercare su internet, ecc

Quindi, fatti quante più domande possibili: età, sesso, possibilità economiche (se la tua offerta punta sulla concorrenzialità, ti rivolgi a un cliente che ha bisogno di risparmiare), scolarizzazione, interessi, famiglia (è un single, o un padre o madre di famiglia?), cosa gli piace fare nel tempo libero, e ancora potrei andare avanti parecchio. Come fa acquisti questa persona? Si fa consigliare dagli amici? Va in rete e cerca? Va a controllare le pagine Facebook? Tutti particolari importantissimi, le cui risposte ti aiutano a definire la tua strategia di comunicazione online.

Terza regola: ora che lo conosci, parlaci!

Adesso che hai definito chi è il tuo target e cosa fa di preciso, non ti resta che parlarci. Dovrai stabilire il tono di voce migliore per rivolgerti a lui, ricordati che c’è differenza tra parlare a un pubblico di adolescenti o a persone di 30 o 40 anni. C’è differenza anche se parli di caramelle o porte. Ci sarà anche differenza tra i canali: puntiamo tutto sul sito e sui preventivi online personalizzati? Oppure sui social? Quale social network è preferito dal tuo target?

Tutto ciò in realtà richiede un sacco di tempo e competenze, è per questo che ci si rivolge a un professionista, come ho spiegato in altre occasioni. Quindi, puoi anche semplicemente farti fare un lavoro di analisi della comunicazione, tipo il mio Creapercorsi, che può essere modulato secondo le tue esigenze.

Quarta regola: non forzarti mai

Di solito partire dalle peculiarità della tua attività significa partire da ciò che ti piace fare e essere. Questo, in sostanza, dovrebbe già darti una grossa mano. Mi spiego meglio: se io comunico il mio brand secondo le mie caratteristiche più importanti, di solito finisce che mi rivolgo al pubblico con cui davvero voglio lavorare, e questo è il segreto numero uno. Di conseguenza, non correrò il rischio di comunicare in un modo che non mi appartiene affatto. Anche nella scelta dei canali: se non ti piace, non fa per te. Quando i clienti mi dicono che non amano Facebook, rispondo che, in tal caso, è meglio toglierlo dalle opzioni: posso anche gestire io questo social per te, ma, soprattutto nel caso di una piccola attività e nel caso di un libero professionista, se non ti piace il canale o non ci credi, non riuscirà nemmeno a rappresentarti bene. Non è obbligatorio essere dappertutto: devi essere su ciò che ti piace e che piace al tuo target, e devi esserci nel modo giusto, coerente e rappresentativo della tua attività.

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