Se il muro di Berlino fosse caduto

Di collaborazione in collaborazione, eccone un’altra:

il mio racconto inedito dal titolo Se il muro di Berlino fosse caduto รจ online su Scripta.blog, il portale dello storytelling.

Conoscete la mia passione per la vecchia cortina di ferro e l’interesse per i paesi sotto egida sovietica, vero? Ve ne ho giร  parlato qua e qua e se date un’occhiata in generale alla sezione I miei viaggi troverete spunti interessanti.

Potete leggere il racconto qua.

Grazie agli amici di Scripta!

I libri di Marianna

Ciao lettori del blog

vi segnalo che ho appena iniziato una collaborazione con il blog Diventare mamma, nel quale mi occuperรฒ di libri e avrรฒ una rubrica tutta mia: I libri di Marianna ๐Ÿ™‚

Dato che sono ospite su un blog che parla di maternitร  e famiglia, ho pensato di parlare del mio genere preferito, le saghe familiari. E ho iniziato da… La famiglia Karnowski di Israel J. Singer.

date un’occhiata ๐Ÿ™‚

Racconti di viaggio a Praga

Praga attraverso la storia del Novecento

Come annunciato nel precedente post, questa volta vi parlerรฒ di Praga sotto il punto di vista della sua storia recente.

Il 21 Agosto del 1968 i carrarmati sovietici hanno invaso la Cecoslovacchia mettendo fine a quella che era stata chiamata la Primavera di Praga e al nuovo corso del partito comunista con Alexander Dubcek, fautore del socialismo dal volto umano. Da quel momento il paese, per decenni, รจ stato sottoposto ad un regime molto restrittivo sotto l’egida sovietica che, se prima era presente nella vita del paese, dopo di allora divenne una presenza sempre piรน soffocante. Per forza di cose, dunque, questo periodo ha cambiato il volto della storia cecoslovacca e ha dettato il corso della cultura, della politica, del pensiero, dei media e, nonostante siano passati trent’anni dalla sua caduta, continua ad essere molto presente in ogni aspetto.

Visitare i paesi che sono stati sotto il controllo sovietico durante gli anni della guerra fredda รจ un’esperienza molto interessante, il mio personale consiglio รจ partire preparati con le letture che vi segnalo poco piรน sotto.

Al Veletrลพnรญ palรกc a Praga 7 si รจ appena conclusa la mostra fotografica di Josef Koudelka, il quale ha immortalato quel giorno, il 21 Agosto del 1968, in cui i carrarmati sovietici hanno usurpato il suolo cecoslovacco invadendo Praga, e i cittadini si sono riversati nelle strade per protestare e cercare di fermare l’invasione. La mostra si รจ tenuta all’ultimo piano del palazzo, dove pure รจ ospitata parte della Galleria Nazionale, e vi si poteva accedere tramite un ascensore vetrato. Durante la salita, molto coinvolgenti i rumori aerei che iniziavano a riempire l’ambiente, insieme alle grida delle persone e agli spari, un sonoro molto emozionante che continuava anche all’interno della mostra.

Lo spazio aperto della mostra รจ stato allestito completamente al buio, con grandi pannelli sui quali venivano proiettate per tutto il tempo le foto scattate da Koudelka ma anche i filmati girati quel giorno. Grande rilevanza hanno i volti, proiettati a misura gigante nel buio di questo spazio, per metterne in risalto la disperazione e il senso di profondo smarrimento provato quel giorno dal popolo cecoslovacco. รˆ un sentimento del quale non รจ semplice liberarsi e Praga lo testimonia in modo molto sentito.

All’interno della mostra era presente anche un resoconto scritto, ora per ora, di ciรฒ che successe quel giorno, seguendo i verbali della polizia e le testimonianze di chi quel giorno lo ha vissuto scendendo in strada e anche, purtroppo, perdendo i propri cari. La mostra di Koudelka era aperta solo fino al 6 gennaio, ma altre esposizioni possono aiutarvi a capire la storia di questa cittร .

Il Museo del Comunismo  ad esempio, in Piazza della Repubblica (nรกmฤ›stรญ Republiky)  Praga 1, accanto alla via dello shopping, facilmente raggiungibile con tutti i mezzi pubblici. Si tratta di un Museo completamente dedicato all’epoca comunista in rapporto alla Cecoslovacchia ed รจ una mostra permanente, dunque la troverete sempre aperta. Spesso viene sottovalutata perchรฉ considerata una trovata turistica come molte altre presenti in cittร , ma io ho voluto rischiare e ho avuto davvero una bella sorpresa.

La mostra รจ interattiva, contiene pannelli scritti in ceco e inglese con il racconto dell’epoca, dal colpo di stato del 1948 fino alla Rivoluzione di Velluto del 1989, corredati da foto, disegni, cartine, e statue. Poi ci sono pannelli con filmati davvero interessanti, รจ possibile sedersi e visionarli. In alcuni ci sono i dissidenti che raccontano la loro esperienza con il confine e il tentativo di fuga verso l’Occidente, nell’ultima sala sono proiettati invece filmati dell’epoca estrapolati dalla TV di Stato, dove le immagini dei giovani picchiati e arrestati dalla polizia sono davvero toccanti. Lungo tutta la mostra ci sono ricostruzioni fatte davvero bene, come ad esempio una tipica stanza di un giovane ai tempi del comunismo, con la musica suonata da uno stereo dell’epoca, i mobili del tempo e persino gli abiti. Lungo il percorso sono affrontati pressochรฉ tutti gli aspetti della vita sotto il comunismo: le vacanze, possibili solo in alcuni paesi “amici” (dunque sotto controllo sovietico), la scuola, la propaganda anti-Occidente col suo clima paranoico, la corsa missilistica e verso lo spazio dell’URSS, e numerose altre curiositร . Per la visita, e per vedersi con calma anche i filmati, sono necessarie almeno due ore. Non รจ possibile scattare foto, รจ per questo che purtroppo non posso rendervi partecipi con nessuna immagine, se non quelle trovate su internet.

Non poteva mancare all’interno del Museo uno spazio dedicato a lui, Vรกclav Havel, drammaturgo dissidente e piรน volte perseguitato dal regime durante gli anni Settanta e Ottanta, uno dei promotori della Rivoluzione di Velluto e infine primo presidente della repubblica Cecoslovacca (e poi anche presidente della Repubblica Ceca) dopo la dissoluzione del regime comunista nel 1989. Havel รจ scomparso nel 2011, ma il suo spirito รจ ancora profondamente sentito nel paese, dove รจ considerato un padre comprensivo e saggio. Havel รจ divenuto un politico e saggista amato e apprezzato in tutto il mondo, capace, con i suoi scritti, di grandi ispirazioni. รˆ da qui infatti che voglio iniziare con la parte letteraria, suggerendovi il suo libro Meditazioni estive, Summer Meditations: purtroppo in italiano non si trova facilmente, vi suggerisco la versione in inglese. Qui sotto, una foto di Havel appesa al Cafรฉ Slavia, bellissimo locale storico in Narodni, sul lungofiume di Praga, dove si tenevano incontri nel fermento del dissenso ceco e dell’attivitร  artistico-culturale della cittร .

Credo che visitare Praga e il Museo del Comunismo farร  venire voglia a chi, come me, ama la storia e ama leggere, di saperne di piรน su questo periodo storico cosรฌ contrastato e come รจ stato vissuto da questo popolo eccezionale. Come primo titolo vi propongo il libro di un nostro connazionale, Enzo Bettiza, giornalista inviato del Corriere della Sera a Praga nel 1968, che ha scritto un resoconto preciso e fedele nel suo La primavera di Praga, 1968: la rivoluzione dimenticata. Ho apprezzato questo libro in particolare per la riflessione che Bettiza fa analizzando il ’68 in Occidente in contrapposizione alla rivoluzione, piรน autentica e dettata da bisogni stringenti, che si tentรฒ di fare a Praga.

Un altro libro da leggere รจ Tutto bene, grazie di Ivan Medek, un critico musicale ceco che scappรฒ dal regime nel 1978 e ha raccontato in questo volume la sua esperienza.

La letteratura ceca รจ piena di illustri nomi i quali, anche se non hanno narrato direttamente l’esperienza sovietica come i libri sopra citati, si sono spinti all’interno di storie nelle quali il clima dell’epoca e l’ironia ceca in risposta, trovano terreno fertile e rappresentano un momento storico ma anche un modo di sostenere la tensione. Mi riferisco in particolare a Bohumil Hrabal e al suo Treni strettamente sorvegliati, romanzo dal quale รจ stato tratto l’omonimo film del 1966 che vinse l’Oscar.

L’epoca sovietica ha plasmato Praga, non solo costringendola a tirare fuori il suo meglio dalla vita artistica a culturale, ma ha anche lasciato qualche segno nel suo paesaggio, forse non altrettanto gradevole come il resto della cittร . Ecco quindi la torre della TV di Zizkov, in Praga 3, classico esempio di architettura sovietica, e, colmo dei colmi per un edificio comunista, oggi รจ un’attrazione turistica e ospita persino un hotel di super lusso con una sola stanza. Non andateci, perรฒ, per vedere i bambini giganti di David ฤŒernรฝ! Non stanno piรน scalando la torre, sono stati portati sull’isola di Kampa, di cui giร  vi ho parlato nel mio precedente post ๐Ÿ˜‰

Racconti di viaggio a Praga

Vi porto in viaggio nella Praga dei libri

la Biblioteca all’interno del convento di Strahov, Praga

Siete mai stati a Praga? No? Bene, per iniziare vi consiglio di dare un’occhiata a questo link della collega Silvia, dove potete trovare alcune dritte sui luoghi principali da visitare nella capitale ceca.

E poi vi invito a seguirmi nel mio viaggio alla scoperta, innanzitutto, di un luogo letterario. Viaggio per me รจ scoperta, viaggio per me รจ scrittura. Proprio come racconto nel mio romanzo Scrivi, dove la protagonista Dorotea compie viaggi alla ricerca di se stessa e di risposte per risolvere la sua crisi. Viaggio per visitare, ma viaggio anche e soprattutto per scrivere. Praga รจ ben presente nei miei scritti, soprattutto in quelli ancora inediti, quindi ho deciso di raccontarvi, nell’attesa, la mia Praga, quella che un pรฒ si discosta dall’idea turistica e nella quale ho dovuto scavare bene a fondo per ambientarvi un romanzo. Perchรฉ per me Praga รจ uno studio in continuo divenire, รจ conoscenza e comprensione di una realtร  storica e di una cittร  multiforme.

Se visito Praga per scrivere, significa che devo partire necessariamente da… leggere. Un giro di Praga si inizia da casa, leggendo. Il romanzo Di notte sotto il ponte di pietra scritto da Leo Perutz รจ un addentrarsi nelle sue vie medievali e scoprire storie che poi si possono ritrovare nelle strade odierne: la sinagoga Maisel, il vecchio cimitero ebraico, gli spiriti che vi aleggiano tutto intorno insieme al Golem. E poi ancora la corte di Rodolfo II, su al Castello, in cima alla collina, i suoi alchimisti e la passione per il bello.

E una volta che si รจ in cittร , poi, รจ necessario girarla tutta per assaporarne la magia: a piedi, passo dopo passo, ciottolo dopo ciottolo, e poi sui suoi tram bianchi e rossi che collegano capillarmente i quartieri piรน remoti. Perchรฉ non vorrete mica stare tutto il tempo solo sul Ponte Carlo, giusto?

Sono arrivata a Praga sia in auto che in aereo: l’aereo รจ comodo e, contrariamente a quanto succede nelle altre cittร  europee, dove i collegamenti aeroporto-centro cittร  sono proibitivi, ecco che a Praga รจ possibile prendere un comodo autobus e utilizzare lo stesso biglietto dei trasporti che poi utilizzerete per tram, metropolitana, funicolare di Petล™รญn, autobus. Per la durata di tre giorni รจ circa l’equivalente di dodici euro, le macchinette automatiche si trovano in aeroporto o in tutte le stazioni della metro.

Certo รจ perรฒ che l’auto vi darebbe l’opportunitร  di caricarla di birra ceca: imperdibile per chi ama la birra! Ottima e molto economica. รˆ solo necessario armarsi di pazienza per il viaggio dall’Italia, comunque abbastanza agevole passando per Monaco, e poi essere sicuri di sapere dove la si parcheggia: sono abbastanza severi! Vi consiglio di scegliere un albergo con il parcheggio, piazzarla lรฌ, e poi girarvela tutta con i mezzi, oppure meglio ancora a piedi, come dicevo ๐Ÿ˜‰

Le vie dove avrete le sorprese migliori non sono le piรน battute dal turismo. Allontanandosi di pochi metri da Piazza della Cittร  Vecchia oppure dal Ponte Carlo, il silenzio cala sulle vie di Praga e avrete l’opportunitร  di visitare luoghi tranquilli e pieni di storia, luoghi dove i cechi passano il loro tempo libero, come l’isola di Kampa, oppure il parco sulla collina di Vysehrad. Le vie piรน interne sono le mie preferite a Praga: รจ qui che si respira la vita vera della cittร  e si possono fare piacevoli scoperte.

Se anche voi siete amanti della letteratura, e se mi avete seguito fino a qui di certo lo siete ๐Ÿ˜‰ , vi divertirete a cercare a Praga i luoghi dei grandi romanzi di Milan Kundera. รˆ sulla collina di Petล™รญn, infatti, che sale Tereza ne L’insostenibile leggerezza dell’essere,ย e come lei vi fermerete, lungo la salita, a guardare giรน verso la cittร  piena di torri e ponti, concludendo, proprio come la protagonista di Kundera, che si tratta della cittร  piรน bella del mondo.

A proposito di Kundera, che dal regime sovietico scappรฒ a metร  degli anni Settanta, nel prossimo post visiteremo un paio di luoghi davvero interessanti per chi cerca la storia piรน recente di Praga: uno รจ la mostra di Josef Koudelka al Veletrลพnรญ palรกc dove, fino a ieri (sic!), era ancora possibile vedere le foto scattate durante l’invasione sovietica del 1968, ma non temete, ve la racconterรฒ io! E poi il Museo del Comunismo nella nuova sede in piazza della Repubblica. Vi parlerรฒ inoltre delle letture che ho fatto su questo argomento e che hanno accompagnato i miei viaggi a Praga.

Se volete armarvi di altri titoli, dunque, continuate a seguirmi!

Un grazie in particolare va al mio amico blogger Roberto, che col suo blog About Czech Republic mi ha dato informazioni importantissime per conoscere meglio la sua cittร  e scrivere il mio nuovo romanzo.

Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di gennaio 2019 indetto dal blog Trippando

I personaggi di Scrivi: Marcello

Marcello

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio alla scoperta dei personaggi di Scrivi, il mio romanzo d’esordio!

Nelle ultime settimane vi ho presentato Dorotea, Celeste e Igino attraverso le illustrazioni di Federica Giglioย 

Concludiamo con un personaggio fondamentale, Marcello.ย Ho scelto di mostrare Marcello con due colori, perchรฉย  รจ presente in Scrivi in due momenti: un prima e unย  dopo, che corrispondono a due differenti dimensioni. Quali? Non vi rovino la sorpresa, scopritelo cliccando sui link in fondo a questo post.

Marcello รจย  un bambino coscienzioso che accoglie le stranezze di Dorotea. In seguito diventa un adolescente irrequieto e solare, che le parla con lo sguardo e le risate in una lingua che solo loro conoscono. Marcello cambia per sempre la vita di Dorotea e le si lega a filo, accompagnandola in un processo intenso di presa di coscienza. รˆ attraverso un continuo dialogo con lui, mai interrotto, che la protagonista trova infine la chiave racchiusa nel titolo del romanzo.ย 

Nellโ€™illustrazioneย  Marcello, col suo sorriso e la sua voglia di vivere.

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Vi invito a seguirmi anche sui social network:ย @marianna.brogiย su Instagram e alla mia pagina Facebookย Marianna Brogi scrittrice.

Se i suoi personaggi vi hanno incuriosito, Scrivi รจ acquistabile sul sitoย dellโ€™editore Geeko Editorย oppure anche suย Ibs.ย 

I personaggi di Scrivi: Igino

Igino

Ecco a voi un altro personaggio di Scrivi, il mio romanzo d’esordio!

Nelle ultime settimane vi ho presentato Dorotea e Celeste attraverso le illustrazioni di Federica Giglioย 

Questa settimana รจ la volta di Igino:ย 

Igino รจ un affascinante marinaio che ama il suo lavoro in Marina e colleziona una donna in ogni porto. Mentre in Russia i bolscevichi prendono il potere, Igino in Italia รจ un vero comunista che spera possa accadere lo stesso nel suo Paese, ma il fascismoย  prima e la Guerra poi frenano il suo entusiasmo. Igino incontra Celeste e decide che sarร  lei lโ€™angelo del suo focolare, poiย  giunge a Pennabilli e sโ€™innamora perdutamente della Madonna delle Grazie, il cui quadro รจ presente nella Chiesa di Santโ€™Agostino, rigato da antiche lacrime: le promette di tornare in etร  da pensione per stare accanto a lei per sempre. Cosa dite, Celeste sarร  felice?

Nellโ€™illustrazioneย  Igino, la devozione alla Madonna e al Comunismo bolscevico.

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Per non perdervi nemmeno unโ€™illustrazione, vi consiglio di seguirmi anche sui social network: @marianna.brogi su Instagram e alla mia pagina Facebook Marianna Brogi scrittrice.

Scrivi รจ acquistabile sul sito dellโ€™editore Geeko Editor oppure anche su Ibs

I personaggi di Scrivi: Celeste

Celeste

Ecco a voi l’altra co-protagonista di Scrivi, il mio romanzo d’esordio!

La settimana scorsa ho iniziato la carrellata di personaggi con Dorotea, attraverso le illustrazioni di Federica Giglioย 

Questa settimana รจ la volta di Celeste:ย 

Celeste nasce a Pennabilli nel 1914, in piena Grande Guerra, e attraversa il Novecento: la fame, la povertร , una drammatica Seconda Guerra e poi la ricostruzione, il boom economico e i cambiamenti sociali della seconda metร  del secolo. Celeste si sposta di cittร  in cittร  lungo le coste dโ€™Italia e poi si ritrova di nuovo a Pennabilli, nei primi anni โ€™80, dove la sua storia intreccia quella di Dorotea e vi si lega per sempre.

Nellโ€™illustrazione Celeste e Dorotea durante una delle loro avventure alla scoperta di Pennabilli e dintorni, tessendo insieme storie ed emozioni. ย 

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Vi presento i personaggi di Scrivi: Dorotea

Dorotea

Eccola, la (co)-protagonista di Scrivi, il mio romanzo d’esordio! 

รˆ con lei che ho deciso di inaugurare una serie di presentazioni, sui miei social e qui sul blog, dei personaggi del mio romanzo. Per meglio descriverli, mi sono avvalsa della mano artistica di una bravissima illustratrice, Federica Giglio 

Federica ha risposto con entusiasmo alla mia proposta di collaborazione e ha cercato di calarsi dentro ogni personaggio, riuscendo in pieno a coglierne l’essenza e il colore. Per ognuno, infatti, abbiamo scelto insieme una gradazione di colore. 

Ne presenteremo uno a settimana, anche se nell’ultima, visto che arriva Babbo Natale, sarรฒ piรน buona e ve ne regalerรฒ ben due ๐Ÿ˜‰

Per raccontare Dorotea, che attraversa le sue cittร  preferite e ne rimane incantata, abbiamo scelto i colori caldi e solari delle strade di Los Angeles.

Attraverso le pagine di Scrivi, Dorotea parte dallโ€™etร  adulta e ripercorre a ritroso la sua infanzia e la sua adolescenza vissute con due persone speciali che non ci sono piรน. Questo le fa molto male: Dorotea si trova in crisi, una crisi che รจ prima di tutto quella economica del 2008, ma anche crisi professionale e personale. Dorotea vorrebbe spiccare il volo e dedicarsi al suo sogno: scrivere. Ma ha ancora paura, la societร  con i suoi modelli e prescrizioni la paralizza di responsabilitร  e diktat. Attraverso il dialogo con le persone care che non ci sono piรน e intraprendendo i suoi viaggi, Dorotea cerca il CORAGGIO per volare altoโ€ฆ

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Per non perdervi nemmeno un’illustrazione, vi consiglio di seguirmi anche sui social network: @marianna.brogi su Instagram e alla mia pagina Facebook Marianna Brogi scrittrice.

Scrivi รจ acquistabile sul sito dell’editore Geeko Editor oppure anche su Ibs

#iosostengogliesordienti

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Ho letto da qualche parte che dovremmo tutti quanti utilizzare i social network in quanto rete nel senso piรน classico del termine, e non solo perchรฉ fanno parte della rete, del web, ma perchรฉ ci offrono una possibilitร  incredibile. Quella di crescere insieme, e non di competere secondo un modello obsoleto e distruttivo, a lungo andare. Per questo ho pensato, e Geeko Editor mi ha subito sostenuta, che una campagna per sostenere tutti gli scrittori esordienti sarebbe stata una grande idea e una grande occasione per tutti noi.

Avete un profilo Instagram? No? Fatevene uno allora, cosa state aspettando? ๐Ÿ™‚

Fatto? Bene, allora adesso prendete un libro di uno scrittore esordiente (tipo il mio) e fatevi un selfie come quello che ho postato qui sopra. Fatto? Bene. Adesso postatelo sul vostro profilo Instagram, nuovo di zecca, taggate me e Geeko Editor e utilizzate l’hashtag #iosostengogliesordienti

Lo scopo รจ quello di far girare i nostri libri, farci conoscere, perchรฉ tutti parliamo tanto di leggere libri, dell’editoria che non scommette su di noi (ne ho parlato proprio qui) ma quanto sosteniamo davvero, ognuno di noi, gli scrittori esordienti?

E se ognuno facesse una piccola parte per qualcun altro, non sarebbe bellissimo?

Per non parlare dei premi in palio con questo Contest! Eh si, perchรฉ poi a fine anno anno ci sarร  un sondaggio sulle storie di Instagram e voi potrete votare il selfie che piรน vi รจ piaciuto. In palio un eBook tra quelli pubblicati da Geeko Editor oppure, per un autore, un’intervista pubblicata sul sito.

Avanti coi selfie, e che la vostra prossima lettura sia l’esordio di uno scrittore!

 

Viaggio di un’esordiente nel mondo dell’editoria

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Oggi vi racconto un viaggio, uno di quei viaggi con una partenza per definizione molto precisa, ma senza meta. E forse senza biglietto di ritorno. Vi racconto il mio personale viaggio -tutt’ora in corso- nel mondo dell’editoria italiana, nella speranza che possa essere d’aiuto ai tanti aspiranti scrittori lร  fuori che inviano i loro manoscritti nella convinzione di avere tra le mani un capolavoro. Ma, prima ancora di arrivare agli scrittori, vorrei che la mia riflessione arrivasse in modi occulti a qualche editore. Sรฌ, perchรฉ la sensazione che ho รจ che ci sia da lavorarci parecchio.

Mi sono imbattuta in un post su Instagram proprio questa mattina, che diceva: “The publishing world is very timid. Readers are much braver” (il mondo dell’editoria รจ molto timido, i lettori sono piรน coraggiosi). Ottimo, ho pensato: allora non รจ cosรฌ solo in Italia. Ed รจ significativo che il post venga da un utente che offre consulenza agli autori per raggiungere un maggior numero di lettori utilizzando il web. Ma, ci chiediamo tutti, di questo non dovrebbe occuparsi la casa editrice?

Facciamo un passo indietro. Circa quindici anni fa ricevetti una proposta di pubblicazione per una versione ancora embrionale di Scrivi, il mio romanzo d’esordio che ha visto la luce solo quest’anno e con una versione molto differente da allora, ma tant’รจ. La proposta di pubblicazione mi lusingรฒ parecchio, avevo partecipato a un concorso letterario e quello fu il risultato. Non avevo la benchรฉ minima idea di come funzionassero le cose, io, ragazzotta poco piรน che ventenne che veniva dalla campagna con un mazzolin di rose e viole, e pensai di aver fatto colpo sulla casa editrice. Sicuro, cara. Peccato che la casa in questione chiedesse un piccolo, modesto contributo per la pubblicazione, pari a circa due dei miei stipendi di allora. Ma, d’altra parte, tuonava la “proposta”, se l’autore non investe su se stesso, su chi dovrebbe investire? Fui costretta a rifiutare, ma lo feci a malincuore, ci tengo a sottolineare la mia dabbenaggine. Col tempo poi imparai a distinguere e capii che quello era solo l’inizio dell’epoca d’oro delle famigerate case editrici a pagamento. Che oggi, per fortuna, non incontrano piรน i favori del pubblico, anche e soprattutto grazie a internet, al Self Publishing e alla possibilitร  di far arrivare copie del proprio libro ai lettori anche senza una casa editrice vera e propria come intermediario. Penso ad esempio al servizio offerto da Amazon, al quale sono contraria per principio ma se devo proprio dirla tutta: meglio il Self Publishing che l’editoria a pagamento.

Insomma, il cliente pagante della casa editrice, in quel caso, non era il pubblico di lettori, ma l’autore. Che si trovava con parecchie copie in giro per casa ed era costretto a sbattersi per venderle e ricavarci qualcosa. Da autore a ragioniere, che brutta fine. E lo sappiamo tutti quanto la situazione sia drammatica, quanto i lettori siano diminuiti (ma rispetto a quando?) e quanto alti siano oggi i costi di pubblicazione e distribuzione. Comunque, continuiamo sulla strada: l’editoria a pagamento non riscuote piรน successo. Dunque, tutto risolto? Siamo tornati a una situazione felice, in cui l’editore fa una selezione di qualitร  e propone all’autore un contratto giusto e cerca di sostenerlo nella promozione e nella giungla della vita di quell’opera? No way. O almeno, non funziona sempre cosรฌ. Non funziona quasi mai cosรฌ.

Arriviamo ai giorni nostri. Finisco di scrivere il mio secondo romanzo, decido di farlo partire sul binario della fortuna? No, lo leggo e lo riscrivo. Poi soltanto dopo, forse, sarร  pronto. Insomma, va bene che sto scrivendo un post che spiega quanto tanto cattive siano le case editrici e quanto tanto sfigati i poveri bravissimi autori, ma insomma: io credo innanzitutto che, prima di fargli lasciare il nostro ventre materno, il manoscritto debba essere impeccabile. A livello di contenuto, a livello di impaginazione e di refusi. Piacevole da leggere anche alla vista, giustificato e con un carattere discreto, non certo Walt Disney.  Questo lo leggerete in qualsiasi pagina delle ce dove sia possibile inviare manoscritti inediti.

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Ecco, magari evitiamo certi font per i manoscritti

Bene, allora lui รจ pronto e io decido che per questa seconda pubblicazione tenterรฒ la via del cartaceo. Perchรฉ, mi chiedete? Eh no, non chiedetelo a me, chiedetelo alla marea di gente che mi ha scartavetrato le balle chiedendo copie cartacee del mio primo romanzo. Poi va beh, c’รจ anche un altro motivo: io sono una lettrice compulsiva e compro talmente tanti libri su Amazon che spesso me li porta a casa Jeff Bezos in persona. Allora mi sono detta che forse sarebbe bello essere su Amazon io stessa. Ma, oltre a questo, che dio mi fulmini! Credo che, dovessi andare avanti in qualsiasi modo, rimpiangerรฒ il lavoro prezioso, l’editing e la promozione accuratissima e appassionata di Geeko Editor per sempre. Ottimo, andiamo avanti.

Inizio a informarmi. Perchรฉ ti dicono che devi scegliere con cura le case editrici a cui mandare il tuo manoscritto, devi conoscere bene cosa fanno, che generi prendono in considerazione e non devi mandarlo a tappeto. Devi preparare una sinossi degna e accattivante, e una lettera di presentazione che al confronto Chiara Ferragni di marketing non capisce nulla. Ed รจ tutto verissimo. Allora io scelgo, e punto molto in alto. All’inizio. E non posso certo dire di essermi (ancora) pentita, anche perchรฉ quando e se avrรฒ loro notizie รจ probabile io sia ormai da Taffo, ma nell’eventualitร  lascerรฒ il loro recapito. Infatti, la triste veritร  รจ che le grandi case editrici difficilmente scelgono per il loro catalogo un totale o quasi esordiente, e se anche fosse il loro programma รจ giร  tutto occupato per gli anni a venire. Comprensibile. Allora mi sposto e scelgo le piccole-medie case editrici, le vado a scovare alle fiere, sui social network, ovunque. E inizio a preparare lettere di presentazione e a spedire. Devo dire che nel frattempo ho scoperto gioielli editoriali che altrimenti non avrei mai trovato.  E inizio a chiedermi come mai questo: forse che siano nascosti da una marea di “altro”? E capisco che posso mettermi comoda: anche con le piccole ce c’รจ da aspettare. Ma รจ giusto cosรฌ: ci vuole tempo per la valutazione di un manoscritto e poi chissร  quanti ne ricevono. รˆ corretto, io voglio essere scelta per la qualitร . Non voglio essere scelta per fare cassa, ed รจ qui che le possibilitร  si riducono in modo imbarazzante.

Nel giro di un mese vengo contattata da diverse case editrici, alcune piccole, alcune di proprietร  di altre grandi e rinomate di cui mai farรฒ il nome nemmeno sotto tortura, e che dicono di occuparsi di una sorta di scouting per la loro proprietaria. Alcune avevano ricevuto il mio manoscritto una settimana prima. Cristo, penso, ma non ci volevano mesi? Si dicono interessate, perรฒ, cosa vuoi che possa ascoltare oltre a questo? Nulla. Evidentemente, penso, il mio manoscritto รจ davvero fantastico. Sicuro, cara. E cosรฌ metto da parte l’entusiasmo iniziale e inizio a cercare. Inizio a capire non solo quello che si dice su internet, ma anche a valutare, senza opinioni, il loro lavoro che รจ sotto i miei occhi. Quanto pubblicano? Quanti libri al mese? Quante presentazioni fanno affiancando l’autore? I loro libri sono davvero reperibili? E soprattutto, cosa dice Writer’s dream???

Una volta fatto questo e essermi fatta un’idea abbastanza chiara, vado avanti con gli appuntamenti di persona. Sรฌ, perchรฉ le ce (case editrici) che mi hanno contattata volevano subito vedermi di persona, richiesta piuttosto strana per chi vive molto distante e soprattutto come primissimo contatto. Magari prima chiariamo due-tre cose su Skype, poi ci vediamo, che dici? No, e poi ho capito perchรฉ. Cosรฌ prendo l’economicissimo trenino per Roma e mi avvio all’appuntamento ben consapevole di voler giร  rifiutare, ma ormai la mia missione pare non essere piรน quella di pubblicare il mio secondo lavoro ma scoprire ogni buio anfratto dell’editoria italiana. Al primo appuntamento mi si presenta una situazione piuttosto sconsolante: uno stretto spazio di lavoro in cui coabitano varie figure professionali. Io vengo sistemata nello stesso spazio in mezzo a persone che lavorano e lรฌ parliamo del contratto. รˆ chiaro come l’acqua cristallina che scende da una sorgente di montagna che nessuno lรฌ ha letto il mio romanzo: avrei potuto chiedere “ma che ne pensate delle scene hot alla Harmony che ho messo a pagina 450?” e avrebbero risposto che andavano benissimo. Al di lร  delle condizioni del contratto, desolanti, ci tengono a sottolineare a piรน riprese che non chiedono un contributo economico. E te lo credo, mi stai praticamente assumendo come venditore porta a porta. Mi chiedono infatti di presentare un programma di varie presentazioni organizzate da me con un format innovativo di mia invenzione e che siano ovunque tranne che in una libreria. Perchรฉ??? si chiede la mia testolina ingenua: la libreria non dovrebbe essere l’ambiente naturale del libro? รˆ che in libreria รจ il libraio a ordinare i libri e nel resto delle presentazioni, invece, sono io che mi sbatto per acquistarle e rivenderle alla persone presenti manco fosse una riunione della Avon. E oltretutto mi sento dire “tanto nessuno pensa di viverci con quest’attivitร , giusto?”

FERMI TUTTI.

Da quando pubblicare libri รจ diventato un hobby? Da quando fare lo scrittore รจ come dire faccio giardinaggio il sabato pomeriggio per rilassarmi? Si dร  il caso che io abbia lasciato il lavoro per scrivere, e so che la maggior parte delle persone intorno a me crede che io dorma fino a mezzogiorno e per il resto del tempo mi gratti le balle che non ho, ma… invece, strano a dirsi, sto scrivendo e producendo materiale come una pazza e di certo non sono e non sarรฒ mai Camilleri, ma che ca… spita, se devo pubblicare il mio romanzo per vedere il mio nome su una copertina vado in tipografia. Se devo intraprendere quest’avventura pensando che non sarร  mai il mio lavoro, allora NON la intraprendo affatto. Io voglio fare la scrittrice, non voglio arricchirmi (e poi che male c’รจ, non lo capisco): voglio solo continuare a scrivere e pubblicare libri.

E voi editori, perchรฉ pubblicate?

Pubblicate chiunque vi mandi il suo manoscritto perchรฉ siete tipo la Caritas dell’editoria?  O perchรฉ volete vendere dei libri? Avete mai fatto una selezione qualitativa dei manoscritti che ricevete, oppure forti del fatto che non richiedete un contributo economico, vi sentite eticamente in linea col proporre a tutti la pubblicazione con un contratto di durata ridicola, un numero di copie stampate esiguo e un prezzo di copertina tale per cui l’edizione della Divina Commedia disegnata a mano da Gustav Dorรฉ diventa un economico tascabile, per coprire in ogni caso i costi di stampa? Per poi, una volta pubblicato l’autore di turno, non muovervi mai da dentro quell’ufficio: l’autore deve fare tutto da solo, promozione e presentazioni, e possibilmente anche originali perchรฉ LA GENTE SI ANNOIA. E in ufficio, si sa, devono continuare gli appuntamenti vis ร  vis come in una catena di montaggio, con la stessa, identica formula: proporre contratti editoriali.

Editori seri, medi, piccoli e molto piccoli, lo so che ci siete lร  fuori, adesso parlo contro il mio interesse: perchรฉ magari ciรฒ che scrivo รจ banale e insignificante. Ma non importa, io amo troppo la letteratura per sporcarla ulteriormente. Non pubblicate tutti. รˆ questo il problema per cui siamo portati a dire che di questo lavoro รจ impossibile vivere: si pubblica troppo. E molto probabilmente i lettori sono diminuiti in relazione al numero enorme di pubblicazioni che vengono fatte ogni anno. Fate selezione e fatelo seriamente. Valutate anche le intenzioni dell’autore, e nel limite del possibile accompagnatelo in questo viaggio: un autore serio verrร  in ogni presentazione e fiera e si darร  da fare per organizzare nuove occasioni ma dovete farlo INSIEME. Stampate un numero decente di copie e distribuitele dove รจ possibile. Soprattutto, pubblicate un’opera solo se credete davvero in quell’opera, prestate servizio serio di editing (cliccare qui per il vero EDITING), non una correzione di bozze! E per questa pubblicazione impegnatevi insieme all’autore per un lasso di tempo congruo, non รจ una pizza d’asporto che domani farร  schifo.

Insomma, io continuo a insistere e attendo proposte serie. Non milionarie magari, non lusinghiere o con strade facili: io sono qui per impegnarmi a promuovere ciรฒ che faccio e a farlo sempre meglio. Ma se tutti vengono pubblicati come pura operazione commerciale esautorando oltremodo il mercato,  come ci puรฒ essere  una possibilitร  per chi davvero ha qualcosa da raccontare?

Cari amici, ho finito il sermone. Forse tra un anno mi troverete in Self Publishing su Amazon e allora vorrร  dire che le mie intenzioni sono andate a farsi benedire. Ma nessuno mi ha, per il momento, smosso di un millimetro dall’amore per il mio sogno e nessuno mi ha fatto provare nemmeno un briciolo di scoramento, perciรฒ, grande mondo dell’editoria, non ti libererai di me tanto facilmente.

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