Se il muro di Berlino fosse caduto

Di collaborazione in collaborazione, eccone un’altra:

il mio racconto inedito dal titolo Se il muro di Berlino fosse caduto รจ online su Scripta.blog, il portale dello storytelling.

Conoscete la mia passione per la vecchia cortina di ferro e l’interesse per i paesi sotto egida sovietica, vero? Ve ne ho giร  parlato qua e qua e se date un’occhiata in generale alla sezione I miei viaggi troverete spunti interessanti.

Potete leggere il racconto qua.

Grazie agli amici di Scripta!

I libri di Marianna

Ciao lettori del blog

vi segnalo che ho appena iniziato una collaborazione con il blog Diventare mamma, nel quale mi occuperรฒ di libri e avrรฒ una rubrica tutta mia: I libri di Marianna ๐Ÿ™‚

Dato che sono ospite su un blog che parla di maternitร  e famiglia, ho pensato di parlare del mio genere preferito, le saghe familiari. E ho iniziato da… La famiglia Karnowski di Israel J. Singer.

date un’occhiata ๐Ÿ™‚

Concerto per Jan Palach a Verona

รˆ notizia di queste settimane: l’associazione culturale Nomos – terra e identitร  di Verona promuove un concerto per il 19 gennaio in commemorazione di Jan Palach, a cinquant’anni dal gesto estremo che lo vide darsi fuoco in piazza Venceslao a Praga, come protesta contro l’invasione sovietica. Le truppe sovietiche, infatti, erano entrate a Praga soltanto cinque mesi prima, come ho ricordato qui, mettendo fine alla Primavera di Praga e stringendo le maglie di un regime molto restrittivo.

Il concerto รจ patrocinato dalla Provincia e presentato alla stampa dal consigliere comunale Andrea Bacciga, salito alla ribalta delle cronache l’estate scorsa per il saluto romano in risposta alle femministe di Non una di meno contrarie alla mozione della 194. Nella scaletta del concerto, a quanto pare, sono presenti diversi gruppi appartenenti al circuito nazi e di estrema destra del veronese, dei quali non citerรฒ nomi per evitare pubblicitร .

Non รจ solo l’estrema destra ad appoggiare questo evento, anche Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato a favore in sede di Consiglio comunale. Massimo Mariotti, presidente Serit ed esponente di Fratelli d’Italia a Verona, rivendica il diritto dei giovani di destra di commemorare Jan Palach.

Commemorare non significa perรฒ dare una connotazione politica del tutto arbitraria.

Con un pรฒ di sollievo, leggo ieri che il teatro della Congregazione delle sacre stimmate ha ritirato la disponibilitร  dei propri spazi per accogliere l’evento, a ventiquattr’ore dalla concessione del patrocinio da parte del Comune di Verona. Le polemiche infatti erano piovute negli ultimi giorni sull’organizzazione dell’evento, sia da parte della sinistra sia da alcuni esponenti politici in Repubblica Ceca, i quali attaccano duramente il tentativo, da parte della destra, di appropriarsi della memoria di Jan Palach. Il gesto di Jan Palach fu di protesta estrema nei confronti di tutti i totalitarismi e della mancanza dei piรน basilari diritti civili e di libertร  di stampa: un gesto apolitico, un gesto di libertร , che non va, in nessun caso, strumentalizzato.

Il presidente del Consiglio comunale di Verona, a quanto riportato da La Repubblica, si affretta a difendere la propria scelta ricordando che i ricavati del concerto sono destinati alle popolazioni venete colpite dal maltempo. Un gesto nobile, allora perchรฉ dare un orientamento politico a questa commemorazione?

In quale modo il gesto di Jan darebbe voce al clima di xenofobia e intolleranza che si respira negli ambienti di estrema destra della Verona piรน nera? รˆ proprio necessario sottolineare il fatto che Jan protestava contro qualsiasi tipo di regime, di restrizione e di intolleranza, non importa il colore? รˆ ancora possibile, nel 2019, pensare che una protesta contro il regime sovietico equivalesse a una presa di posizione nelle file della destra piรน radicata?

A causa del mio grande interesse per la storia di Praga e in particolare per il gesto di Jan, che mi hanno portato alla scrittura di un nuovo romanzo ancora inedito, non posso evitare di esprimere la mia opinione e la mia indignazione. Mi chiedo, e se lo chiedono anche gli studenti di filosofia dell’Universitร  Carlo di Praga, la stessa frequentata da Jan, i quali hanno scritto una lettera di protesta nei confronti di questo evento, con quale diritto l’estrema destra si appropria del gesto di questo ragazzo, rivendicandolo come simbolo?

A pensarci bene, non dovrei stupirmi piรน di tanto. Come ha scritto pochi giorni fa Pierluigi Battista su Il Corriere, all’epoca persino i giovani di sinistra in Italia reagivano indignati al nome di Jan Palach. Impregnati di ideologia, erano pronti, in nome del potere operaio e della Revolucion cubana, a chiudere un occhio di fronte alle restrizioni terribili che stavano angariando i paesi sotto egemonia sovietica. Protestare contro l’Unione Sovietica equivaleva a essere di destra. Bisogna perรฒ specificare che questo usciva dalle bocche di chi, in Occidente, se ne stava comodo a protestare con tutte le libertร  di cui poteva godere. La veritร  รจ che non possiamo nemmeno immaginare quello che hanno passato questi popoli durante quei decenni. O forse sรฌ, dovremmo portarne memoria, perchรฉ non deve essere cosรฌ differente dagli anni sotto il fascismo: la repressione e i negati diritti non hanno colore, sono uguali sotto qualsiasi totalitarismo.

Ancora oggi, dunque, e in particolare oggi, รจ impossibile descrivere la realtร  attraverso una visione dicotomica e ideologizzata della stessa: รจ tutto molto piรน complicato di cosรฌ. O forse รจ piรน semplice?

Avrei voluto, oggi, a cinquant’anni dalle fiamme che divamparono sul corpo di Jan in piazza Venceslao, scrivere un post in sua memoria. Ringraziarlo per l’ispirazione che mi ha dato, per la commozione che porto nel mio cuore per il suo gesto. Un gesto estremo: Jan non voleva protestare, voleva essere la protesta, dargli un volto. Dopo queste polemiche mi sento oggi di ricordarlo difendendo la sua memoria e la sua scelta. Liberiamo il suo gesto da orientamenti politici, Jan non scelse schieramenti: il suo fu un gesto di LIBERTA’.

Racconti di viaggio a Praga

Praga attraverso la storia del Novecento

Come annunciato nel precedente post, questa volta vi parlerรฒ di Praga sotto il punto di vista della sua storia recente.

Il 21 Agosto del 1968 i carrarmati sovietici hanno invaso la Cecoslovacchia mettendo fine a quella che era stata chiamata la Primavera di Praga e al nuovo corso del partito comunista con Alexander Dubcek, fautore del socialismo dal volto umano. Da quel momento il paese, per decenni, รจ stato sottoposto ad un regime molto restrittivo sotto l’egida sovietica che, se prima era presente nella vita del paese, dopo di allora divenne una presenza sempre piรน soffocante. Per forza di cose, dunque, questo periodo ha cambiato il volto della storia cecoslovacca e ha dettato il corso della cultura, della politica, del pensiero, dei media e, nonostante siano passati trent’anni dalla sua caduta, continua ad essere molto presente in ogni aspetto.

Visitare i paesi che sono stati sotto il controllo sovietico durante gli anni della guerra fredda รจ un’esperienza molto interessante, il mio personale consiglio รจ partire preparati con le letture che vi segnalo poco piรน sotto.

Al Veletrลพnรญ palรกc a Praga 7 si รจ appena conclusa la mostra fotografica di Josef Koudelka, il quale ha immortalato quel giorno, il 21 Agosto del 1968, in cui i carrarmati sovietici hanno usurpato il suolo cecoslovacco invadendo Praga, e i cittadini si sono riversati nelle strade per protestare e cercare di fermare l’invasione. La mostra si รจ tenuta all’ultimo piano del palazzo, dove pure รจ ospitata parte della Galleria Nazionale, e vi si poteva accedere tramite un ascensore vetrato. Durante la salita, molto coinvolgenti i rumori aerei che iniziavano a riempire l’ambiente, insieme alle grida delle persone e agli spari, un sonoro molto emozionante che continuava anche all’interno della mostra.

Lo spazio aperto della mostra รจ stato allestito completamente al buio, con grandi pannelli sui quali venivano proiettate per tutto il tempo le foto scattate da Koudelka ma anche i filmati girati quel giorno. Grande rilevanza hanno i volti, proiettati a misura gigante nel buio di questo spazio, per metterne in risalto la disperazione e il senso di profondo smarrimento provato quel giorno dal popolo cecoslovacco. รˆ un sentimento del quale non รจ semplice liberarsi e Praga lo testimonia in modo molto sentito.

All’interno della mostra era presente anche un resoconto scritto, ora per ora, di ciรฒ che successe quel giorno, seguendo i verbali della polizia e le testimonianze di chi quel giorno lo ha vissuto scendendo in strada e anche, purtroppo, perdendo i propri cari. La mostra di Koudelka era aperta solo fino al 6 gennaio, ma altre esposizioni possono aiutarvi a capire la storia di questa cittร .

Il Museo del Comunismo  ad esempio, in Piazza della Repubblica (nรกmฤ›stรญ Republiky)  Praga 1, accanto alla via dello shopping, facilmente raggiungibile con tutti i mezzi pubblici. Si tratta di un Museo completamente dedicato all’epoca comunista in rapporto alla Cecoslovacchia ed รจ una mostra permanente, dunque la troverete sempre aperta. Spesso viene sottovalutata perchรฉ considerata una trovata turistica come molte altre presenti in cittร , ma io ho voluto rischiare e ho avuto davvero una bella sorpresa.

La mostra รจ interattiva, contiene pannelli scritti in ceco e inglese con il racconto dell’epoca, dal colpo di stato del 1948 fino alla Rivoluzione di Velluto del 1989, corredati da foto, disegni, cartine, e statue. Poi ci sono pannelli con filmati davvero interessanti, รจ possibile sedersi e visionarli. In alcuni ci sono i dissidenti che raccontano la loro esperienza con il confine e il tentativo di fuga verso l’Occidente, nell’ultima sala sono proiettati invece filmati dell’epoca estrapolati dalla TV di Stato, dove le immagini dei giovani picchiati e arrestati dalla polizia sono davvero toccanti. Lungo tutta la mostra ci sono ricostruzioni fatte davvero bene, come ad esempio una tipica stanza di un giovane ai tempi del comunismo, con la musica suonata da uno stereo dell’epoca, i mobili del tempo e persino gli abiti. Lungo il percorso sono affrontati pressochรฉ tutti gli aspetti della vita sotto il comunismo: le vacanze, possibili solo in alcuni paesi “amici” (dunque sotto controllo sovietico), la scuola, la propaganda anti-Occidente col suo clima paranoico, la corsa missilistica e verso lo spazio dell’URSS, e numerose altre curiositร . Per la visita, e per vedersi con calma anche i filmati, sono necessarie almeno due ore. Non รจ possibile scattare foto, รจ per questo che purtroppo non posso rendervi partecipi con nessuna immagine, se non quelle trovate su internet.

Non poteva mancare all’interno del Museo uno spazio dedicato a lui, Vรกclav Havel, drammaturgo dissidente e piรน volte perseguitato dal regime durante gli anni Settanta e Ottanta, uno dei promotori della Rivoluzione di Velluto e infine primo presidente della repubblica Cecoslovacca (e poi anche presidente della Repubblica Ceca) dopo la dissoluzione del regime comunista nel 1989. Havel รจ scomparso nel 2011, ma il suo spirito รจ ancora profondamente sentito nel paese, dove รจ considerato un padre comprensivo e saggio. Havel รจ divenuto un politico e saggista amato e apprezzato in tutto il mondo, capace, con i suoi scritti, di grandi ispirazioni. รˆ da qui infatti che voglio iniziare con la parte letteraria, suggerendovi il suo libro Meditazioni estive, Summer Meditations: purtroppo in italiano non si trova facilmente, vi suggerisco la versione in inglese. Qui sotto, una foto di Havel appesa al Cafรฉ Slavia, bellissimo locale storico in Narodni, sul lungofiume di Praga, dove si tenevano incontri nel fermento del dissenso ceco e dell’attivitร  artistico-culturale della cittร .

Credo che visitare Praga e il Museo del Comunismo farร  venire voglia a chi, come me, ama la storia e ama leggere, di saperne di piรน su questo periodo storico cosรฌ contrastato e come รจ stato vissuto da questo popolo eccezionale. Come primo titolo vi propongo il libro di un nostro connazionale, Enzo Bettiza, giornalista inviato del Corriere della Sera a Praga nel 1968, che ha scritto un resoconto preciso e fedele nel suo La primavera di Praga, 1968: la rivoluzione dimenticata. Ho apprezzato questo libro in particolare per la riflessione che Bettiza fa analizzando il ’68 in Occidente in contrapposizione alla rivoluzione, piรน autentica e dettata da bisogni stringenti, che si tentรฒ di fare a Praga.

Un altro libro da leggere รจ Tutto bene, grazie di Ivan Medek, un critico musicale ceco che scappรฒ dal regime nel 1978 e ha raccontato in questo volume la sua esperienza.

La letteratura ceca รจ piena di illustri nomi i quali, anche se non hanno narrato direttamente l’esperienza sovietica come i libri sopra citati, si sono spinti all’interno di storie nelle quali il clima dell’epoca e l’ironia ceca in risposta, trovano terreno fertile e rappresentano un momento storico ma anche un modo di sostenere la tensione. Mi riferisco in particolare a Bohumil Hrabal e al suo Treni strettamente sorvegliati, romanzo dal quale รจ stato tratto l’omonimo film del 1966 che vinse l’Oscar.

L’epoca sovietica ha plasmato Praga, non solo costringendola a tirare fuori il suo meglio dalla vita artistica a culturale, ma ha anche lasciato qualche segno nel suo paesaggio, forse non altrettanto gradevole come il resto della cittร . Ecco quindi la torre della TV di Zizkov, in Praga 3, classico esempio di architettura sovietica, e, colmo dei colmi per un edificio comunista, oggi รจ un’attrazione turistica e ospita persino un hotel di super lusso con una sola stanza. Non andateci, perรฒ, per vedere i bambini giganti di David ฤŒernรฝ! Non stanno piรน scalando la torre, sono stati portati sull’isola di Kampa, di cui giร  vi ho parlato nel mio precedente post ๐Ÿ˜‰

Racconti di viaggio a Praga

Vi porto in viaggio nella Praga dei libri

la Biblioteca all’interno del convento di Strahov, Praga

Siete mai stati a Praga? No? Bene, per iniziare vi consiglio di dare un’occhiata a questo link della collega Silvia, dove potete trovare alcune dritte sui luoghi principali da visitare nella capitale ceca.

E poi vi invito a seguirmi nel mio viaggio alla scoperta, innanzitutto, di un luogo letterario. Viaggio per me รจ scoperta, viaggio per me รจ scrittura. Proprio come racconto nel mio romanzo Scrivi, dove la protagonista Dorotea compie viaggi alla ricerca di se stessa e di risposte per risolvere la sua crisi. Viaggio per visitare, ma viaggio anche e soprattutto per scrivere. Praga รจ ben presente nei miei scritti, soprattutto in quelli ancora inediti, quindi ho deciso di raccontarvi, nell’attesa, la mia Praga, quella che un pรฒ si discosta dall’idea turistica e nella quale ho dovuto scavare bene a fondo per ambientarvi un romanzo. Perchรฉ per me Praga รจ uno studio in continuo divenire, รจ conoscenza e comprensione di una realtร  storica e di una cittร  multiforme.

Se visito Praga per scrivere, significa che devo partire necessariamente da… leggere. Un giro di Praga si inizia da casa, leggendo. Il romanzo Di notte sotto il ponte di pietra scritto da Leo Perutz รจ un addentrarsi nelle sue vie medievali e scoprire storie che poi si possono ritrovare nelle strade odierne: la sinagoga Maisel, il vecchio cimitero ebraico, gli spiriti che vi aleggiano tutto intorno insieme al Golem. E poi ancora la corte di Rodolfo II, su al Castello, in cima alla collina, i suoi alchimisti e la passione per il bello.

E una volta che si รจ in cittร , poi, รจ necessario girarla tutta per assaporarne la magia: a piedi, passo dopo passo, ciottolo dopo ciottolo, e poi sui suoi tram bianchi e rossi che collegano capillarmente i quartieri piรน remoti. Perchรฉ non vorrete mica stare tutto il tempo solo sul Ponte Carlo, giusto?

Sono arrivata a Praga sia in auto che in aereo: l’aereo รจ comodo e, contrariamente a quanto succede nelle altre cittร  europee, dove i collegamenti aeroporto-centro cittร  sono proibitivi, ecco che a Praga รจ possibile prendere un comodo autobus e utilizzare lo stesso biglietto dei trasporti che poi utilizzerete per tram, metropolitana, funicolare di Petล™รญn, autobus. Per la durata di tre giorni รจ circa l’equivalente di dodici euro, le macchinette automatiche si trovano in aeroporto o in tutte le stazioni della metro.

Certo รจ perรฒ che l’auto vi darebbe l’opportunitร  di caricarla di birra ceca: imperdibile per chi ama la birra! Ottima e molto economica. รˆ solo necessario armarsi di pazienza per il viaggio dall’Italia, comunque abbastanza agevole passando per Monaco, e poi essere sicuri di sapere dove la si parcheggia: sono abbastanza severi! Vi consiglio di scegliere un albergo con il parcheggio, piazzarla lรฌ, e poi girarvela tutta con i mezzi, oppure meglio ancora a piedi, come dicevo ๐Ÿ˜‰

Le vie dove avrete le sorprese migliori non sono le piรน battute dal turismo. Allontanandosi di pochi metri da Piazza della Cittร  Vecchia oppure dal Ponte Carlo, il silenzio cala sulle vie di Praga e avrete l’opportunitร  di visitare luoghi tranquilli e pieni di storia, luoghi dove i cechi passano il loro tempo libero, come l’isola di Kampa, oppure il parco sulla collina di Vysehrad. Le vie piรน interne sono le mie preferite a Praga: รจ qui che si respira la vita vera della cittร  e si possono fare piacevoli scoperte.

Se anche voi siete amanti della letteratura, e se mi avete seguito fino a qui di certo lo siete ๐Ÿ˜‰ , vi divertirete a cercare a Praga i luoghi dei grandi romanzi di Milan Kundera. รˆ sulla collina di Petล™รญn, infatti, che sale Tereza ne L’insostenibile leggerezza dell’essere,ย e come lei vi fermerete, lungo la salita, a guardare giรน verso la cittร  piena di torri e ponti, concludendo, proprio come la protagonista di Kundera, che si tratta della cittร  piรน bella del mondo.

A proposito di Kundera, che dal regime sovietico scappรฒ a metร  degli anni Settanta, nel prossimo post visiteremo un paio di luoghi davvero interessanti per chi cerca la storia piรน recente di Praga: uno รจ la mostra di Josef Koudelka al Veletrลพnรญ palรกc dove, fino a ieri (sic!), era ancora possibile vedere le foto scattate durante l’invasione sovietica del 1968, ma non temete, ve la racconterรฒ io! E poi il Museo del Comunismo nella nuova sede in piazza della Repubblica. Vi parlerรฒ inoltre delle letture che ho fatto su questo argomento e che hanno accompagnato i miei viaggi a Praga.

Se volete armarvi di altri titoli, dunque, continuate a seguirmi!

Un grazie in particolare va al mio amico blogger Roberto, che col suo blog About Czech Republic mi ha dato informazioni importantissime per conoscere meglio la sua cittร  e scrivere il mio nuovo romanzo.

Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di gennaio 2019 indetto dal blog Trippando

I personaggi di Scrivi: Marcello

Marcello

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio alla scoperta dei personaggi di Scrivi, il mio romanzo d’esordio!

Nelle ultime settimane vi ho presentato Dorotea, Celeste e Igino attraverso le illustrazioni di Federica Giglioย 

Concludiamo con un personaggio fondamentale, Marcello.ย Ho scelto di mostrare Marcello con due colori, perchรฉย  รจ presente in Scrivi in due momenti: un prima e unย  dopo, che corrispondono a due differenti dimensioni. Quali? Non vi rovino la sorpresa, scopritelo cliccando sui link in fondo a questo post.

Marcello รจย  un bambino coscienzioso che accoglie le stranezze di Dorotea. In seguito diventa un adolescente irrequieto e solare, che le parla con lo sguardo e le risate in una lingua che solo loro conoscono. Marcello cambia per sempre la vita di Dorotea e le si lega a filo, accompagnandola in un processo intenso di presa di coscienza. รˆ attraverso un continuo dialogo con lui, mai interrotto, che la protagonista trova infine la chiave racchiusa nel titolo del romanzo.ย 

Nellโ€™illustrazioneย  Marcello, col suo sorriso e la sua voglia di vivere.

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Vi invito a seguirmi anche sui social network:ย @marianna.brogiย su Instagram e alla mia pagina Facebookย Marianna Brogi scrittrice.

Se i suoi personaggi vi hanno incuriosito, Scrivi รจ acquistabile sul sitoย dellโ€™editore Geeko Editorย oppure anche suย Ibs.ย 

I personaggi di Scrivi: Igino

Igino

Ecco a voi un altro personaggio di Scrivi, il mio romanzo d’esordio!

Nelle ultime settimane vi ho presentato Dorotea e Celeste attraverso le illustrazioni di Federica Giglioย 

Questa settimana รจ la volta di Igino:ย 

Igino รจ un affascinante marinaio che ama il suo lavoro in Marina e colleziona una donna in ogni porto. Mentre in Russia i bolscevichi prendono il potere, Igino in Italia รจ un vero comunista che spera possa accadere lo stesso nel suo Paese, ma il fascismoย  prima e la Guerra poi frenano il suo entusiasmo. Igino incontra Celeste e decide che sarร  lei lโ€™angelo del suo focolare, poiย  giunge a Pennabilli e sโ€™innamora perdutamente della Madonna delle Grazie, il cui quadro รจ presente nella Chiesa di Santโ€™Agostino, rigato da antiche lacrime: le promette di tornare in etร  da pensione per stare accanto a lei per sempre. Cosa dite, Celeste sarร  felice?

Nellโ€™illustrazioneย  Igino, la devozione alla Madonna e al Comunismo bolscevico.

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Per non perdervi nemmeno unโ€™illustrazione, vi consiglio di seguirmi anche sui social network: @marianna.brogi su Instagram e alla mia pagina Facebook Marianna Brogi scrittrice.

Scrivi รจ acquistabile sul sito dellโ€™editore Geeko Editor oppure anche su Ibs

I personaggi di Scrivi: Celeste

Celeste

Ecco a voi l’altra co-protagonista di Scrivi, il mio romanzo d’esordio!

La settimana scorsa ho iniziato la carrellata di personaggi con Dorotea, attraverso le illustrazioni di Federica Giglioย 

Questa settimana รจ la volta di Celeste:ย 

Celeste nasce a Pennabilli nel 1914, in piena Grande Guerra, e attraversa il Novecento: la fame, la povertร , una drammatica Seconda Guerra e poi la ricostruzione, il boom economico e i cambiamenti sociali della seconda metร  del secolo. Celeste si sposta di cittร  in cittร  lungo le coste dโ€™Italia e poi si ritrova di nuovo a Pennabilli, nei primi anni โ€™80, dove la sua storia intreccia quella di Dorotea e vi si lega per sempre.

Nellโ€™illustrazione Celeste e Dorotea durante una delle loro avventure alla scoperta di Pennabilli e dintorni, tessendo insieme storie ed emozioni. ย 

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Per non perdervi nemmeno unโ€™illustrazione, vi consiglio di seguirmi anche sui social network: @marianna.brogi su Instagram e alla mia pagina Facebook Marianna Brogi scrittrice.

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Vi presento i personaggi di Scrivi: Dorotea

Dorotea

Eccola, la (co)-protagonista di Scrivi, il mio romanzo d’esordio! 

รˆ con lei che ho deciso di inaugurare una serie di presentazioni, sui miei social e qui sul blog, dei personaggi del mio romanzo. Per meglio descriverli, mi sono avvalsa della mano artistica di una bravissima illustratrice, Federica Giglio 

Federica ha risposto con entusiasmo alla mia proposta di collaborazione e ha cercato di calarsi dentro ogni personaggio, riuscendo in pieno a coglierne l’essenza e il colore. Per ognuno, infatti, abbiamo scelto insieme una gradazione di colore. 

Ne presenteremo uno a settimana, anche se nell’ultima, visto che arriva Babbo Natale, sarรฒ piรน buona e ve ne regalerรฒ ben due ๐Ÿ˜‰

Per raccontare Dorotea, che attraversa le sue cittร  preferite e ne rimane incantata, abbiamo scelto i colori caldi e solari delle strade di Los Angeles.

Attraverso le pagine di Scrivi, Dorotea parte dallโ€™etร  adulta e ripercorre a ritroso la sua infanzia e la sua adolescenza vissute con due persone speciali che non ci sono piรน. Questo le fa molto male: Dorotea si trova in crisi, una crisi che รจ prima di tutto quella economica del 2008, ma anche crisi professionale e personale. Dorotea vorrebbe spiccare il volo e dedicarsi al suo sogno: scrivere. Ma ha ancora paura, la societร  con i suoi modelli e prescrizioni la paralizza di responsabilitร  e diktat. Attraverso il dialogo con le persone care che non ci sono piรน e intraprendendo i suoi viaggi, Dorotea cerca il CORAGGIO per volare altoโ€ฆ

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