Spoiler: non è colpa tua. O almeno non solo.
Il 2025 è stato un anno piuttosto turbolento per chi vive di traffico organico. Tra aggiornamenti di Google, rivoluzione AI e cambiamenti nel comportamento degli utenti, molti siti hanno visto curve che somigliano più a montagne russe che a grafici di crescita.
Se anche tu ti sei chiesto “Ma perché il traffico è calato?”, tranquillo: non sei solo. Ti spiego cosa è successo e soprattutto come reagire.
1. Google non è più quello di una volta
Con gli aggiornamenti core e l’integrazione dell’AI Overview (SGE), Google ha cambiato radicalmente il modo in cui mostra i risultati.
Molte ricerche — soprattutto quelle informative — vengono risolte senza clic. Gli utenti leggono la risposta direttamente nel box AI o nel primo paragrafo di un articolo, e non visitano più il sito.
Cosa significa per il tuo sito, nel concreto? Sulla Search Console si traduce in un aumento delle impressions con un calo vertiginoso dei clic: l’effetto coccodrillo, per via dell’angolo che si crea tra le due linee. I tuoi contenuti, quindi, vengono mostrati nei risultati di ricerca di Google, ma siccome l’AI sta già rispondendo, non vengono cliccati.
Cosa puoi fare:
- Concentrati su contenuti che offrono valore reale oltre la risposta immediata.
- Usa keyword transazionali e long-tail legate all’intento (“come scegliere”, “migliore per”, “consulenza su”).
- Cura i contenuti esperienziali e d’opinione, quelli che l’AI non può replicare.
2. I vecchi contenuti non bastano più
Tanti siti hanno vissuto per anni di rendita grazie a contenuti scritti nel 2020–2022 o anche prima. Ma oggi le SERP sono più dinamiche, e Google dà priorità a pagine aggiornate, strutturate meglio e con segnali freschi.
Parliamo da anni di contenuti di qualità, e a lungo andare sembrava diventata quasi una formula vuota, un po’ di luoghi comuni e retorica da inserire negli spiegoni dei guru del marketing. E invece: chi ha lavorato veramente tanto di contenuti di qualità, oggi può lamentarsi un po’ meno.
L’avvento dei sistemi ibridi, infatti, tra motore di ricerca e LLM, tendono a fare fuori ancora più di quanto non succedesse prima i contenuti privi di vero valore per le persone. L’intelligenza artificiale riesce molto meglio a riconoscere i contenuti, a premiarli o farli cadere nell’oblio.
Cosa puoi fare:
- Rivedi periodicamente i tuoi articoli migliori. Aggiorna dati, CTA, link e screenshot.
- Aggiungi una data di aggiornamento visibile (anche in schema markup).
- Valuta di unire più pezzi simili in un contenuto pillar più forte.
- Chiediti se quei contenuti danno veramente un valore aggiunto all’utente, o se stavi solo rincorrendo una keyword
3. La concorrenza è cambiata e non è più solo “umana”
Molti portali stanno già usando l’AI per produrre contenuti a ritmo industriale. Alcuni sono pessimi, altri sorprendentemente buoni. Come tutti gli strumenti, il risultato dipende sempre da come vengono usati.
Risultato: l’arena si è affollata e come vieni percepito dal resto del mondo internet conta più che mai.
Cosa puoi fare:
- Punta su E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trust): la tua esperienza reale è il vantaggio competitivo più grande.
- Fai digital PR, collaborazioni e menzioni di brand per creare segnali organici.
- Mantieni uno stile autentico: l’AI scrive bene, ma non “sente”.
4. Gli utenti cercano in modo diverso
Non solo Google: oggi gli utenti fanno ricerche su TikTok, YouTube, Pinterest e ovviamente dentro ChatGPT.
Il concetto di “traffico” non si limita più a quello che arriva dal motore di ricerca.
Cosa puoi fare:
- Riconsidera la tua strategia multicanale: non solo SEO, ma anche newsletter, social, video e collaborazioni.
- Trasforma il traffico in community, così non dipendi dai capricci degli algoritmi.
5. Forse il calo non è un problema (ma un segnale)
A volte il traffico cala… ma le conversioni restano stabili o aumentano.
Succede quando il pubblico diventa più qualificato: meno visitatori, ma più interessati.
In questo caso, il calo è solo un riassetto naturale del funnel. Effettivamente, non saresti il primo caso di professionisti che ricevono menzioni e clienti da ChatGPT
Meno rumore, più risultati. Perché con i clic non si fattura, ma magari con qualche cliente che ha fatto una ricerca approfondita su ChatGPT e ha ottenuto il tuo business come suggerimento, sì.
In sintesi
Il traffico organico nel 2025 è cambiato perché:
- Google si è evoluto;
- i contenuti vecchi si sono “spenti”;
- la competizione si è spostata sull’esperienza e sull’autorevolezza;
- gli utenti navigano in modo nuovo, fanno ricerche nuove e più specifiche
Ma se continui a produrre contenuti autentici, aggiornati e centrati sulle persone, il tuo lavoro non andrà perso.
Semplicemente, devi giocare con nuove regole. O forse erano sempre quelle vecchie?
Vuoi capire se il tuo calo di traffico è “fisiologico” o un campanello d’allarme?
Contattami: analizziamo insieme i dati e ti spiego dove intervenire per tornare a crescere.


