Qual è la frequenza di rimbalzo ideale?

Uno dei dati che s’impara subito a riconoscere su Google Analytics, è la famigerata frequenza di rimbalzo: capire qual è quella ideale, però, è un altro paio di maniche.

Ma partiamo sfatando una diceria falsa e tendenziosa sulla signora frequenza di rimbalzo:

la frequenza di rimbalzo indica che l’utente ha abbandonato subito la pagina

Non è così! La discriminante non è il tempo. La frequenza di rimbalzo indica la percentuale secondo cui gli utenti arrivano su quella singola pagina e se ne vanno senza continuare la navigazione, rimbalzando da quella pagina.

La frequenza di rimbalzo è il rapporto esistente tra la sessione svolta sulla pagina di destinazione (cioè quella in cui l’utente è atterrato) e la visita successiva delle altre pagine del sito. Insomma, se l’utente resta solo sulla pagina di atterraggio per dieci minuti, la frequenza di rimbalzo sarà alta perché avrà visitato solo quella pagina.

E allora, qual è la frequenza di rimbalzo ideale?

A questo punto possiamo affermare che non esiste una frequenza di rimbalzo ideale, semplicemente perché ciascuna pagina va contestualizzata: la frequenza di rimbalzo è uno di quei dati che da soli non dicono nulla, vanno analizzati e interpretati in relazione al contesto, come qualunque altro dato di Google Analytics, alcuni dei quali presi in considerazione nell’articolo dedicato.

Non starò perciò qui a dirti che la frequenza di rimbalzo ideale è 15% o 60%, anche perché quella che vedi comparire sulla Home del tuo Analytics è una media tra le pagine. Se la media è molto alta, puoi ragionare su due aspetti:

  • se stai monitorando semplicemente una landing page, e non c’è modo di navigare oltre quella pagina, è normale che sia così
  • se hai un sito più complesso, prova a fare alcuni controlli sulla velocità: a nessuno piace aspettare, e sarà capitato anche a te di mollare un caricamento lentissimo

Per fare, invece, un controllo più approfondito sui contenuti e sul perché i tuoi utenti rimbalzano via,  ecco cosa puoi fare: su Analytics vai su Comportamento, poi scegli Contenuti del sito, e infine Pagine di destinazione. Su questa tabella puoi analizzare, pagina per pagina, le singole frequenze di rimbalzo, facendoti alcune domande:

  • da dove arriva quel traffico? Lo puoi verificare inserendo la dimensione secondaria: sorgente/mezzo, sopra la tabella
Le mie pagine di destinazione degli ultimi giorni, con sorgente/mezzo
  • se arriva da Google organic, una frequenza di rimbalzo alta può essere dovuta a un cattivo posizionamento: prova a interrogare Search Console, con quale query le persone arrivano su quelle pagine, con quali ricerche?
  • ciò che trovano, li soddisfa? Il contenuto è di qualità, rispecchia la tua offerta? Risponde alle loro domande, ai loro bisogni? Li invoglia a “conoscerti” meglio? (Leggi: a continuare la navigazione sul tuo sito)
  • se il traffico arriva dai social, il motivo di un’alta frequenza di rimbalzo può essere più complesso: il tuo pubblico su quei canali è quello giusto? Forse cliccano per semplice curiosità oppure sono davvero interessati? Insomma, hai scelto bene il tuo target sui social? Stai presentando quella landing page, quel link, nel modo giusto?
  • la pagina che stai analizzando invita a visitarne altre, sia da un punto di vista estetico che contenutistico? È chiaro come continuare la visita? Ci sono Call To Action, link interni?

Infine, l’ultima considerazione su cui voglio farti riflettere è: quanto traffico hai? Anche questo conta, in relazione alla frequenza di rimbalzo.

Se hai tanto traffico, migliaia di visite al mese, un’alta frequenza di rimbalzo potrebbe affiancarsi a pochi contatti o poche vendite nel caso di un e-commerce, e questo è certamente un problema di strategia e di contenuto: non ti serve più traffico, ma traffico di qualità, interessato ai tuoi contenuti.

Fondamentalmente, frequenza di rimbalzo bassa indica interesse. Perciò no, non so dirti qual è la frequenza di rimbalzo ideale per il tuo sito, perché è molto più complesso di così, si tratta di analizzare in profondità il tuo sito.

Ma sai che c’è? Penso che, se sei arrivato fino a qui, potrebbe interessarti un percorso gratuito che sto pianificando per i prossimi mesi, per permetterti di comprendere meglio il traffico e prendere il controllo sul tuo sito. Iscriviti alla newsletter qui sotto così potrò avvisarti del suo inizio!

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