Longtail Keyword o parole chiave a coda lunga: cosa sono e come utilizzarle?

Noi SEO siamo affezionati al termine keyword, che indica la parola chiave, ma la realtà è che oggi la singola parola chiave per cui posizionarsi sui motori di ricerca è (quasi) scomparsa: abbiamo però le longtail keyword, parole chiave a coda lunga. Ma cosa sono, nello specifico, e come utilizzarle come asso nella manica della nostra strategia SEO?

Mi piace partire dalle basi, però, e capire come sono nate le longtail keyword: ti potrebbe stupire sapere che siamo stati proprio noi, tutti quanti noi digitatori seriali su Google, a “mettere in mente” a tutti i motori di ricerca questa entità. Non parlo di nulla di sovrannaturale, eh: quando parlo di entità mi riferisco a componenti delle ricerche da un punto di vista semantico.

Andiamo con ordine.

Da keyword a longtail keyword: perché?

All’inizio dell’era internet, con l’avvento di Google, era semplice posizionarsi: non c’era la mole pazzesca di siti internet che esistono oggi. Cercare una singola parola poteva avere senso, perché i risultati a disposizione erano modesti. Col moltiplicarsi dei risultati in SERP (la pagina che mostra i risultati delle ricerche) però, abbiamo iniziato a notare che avremmo dovuto affinare la ricerca, che significa aggiungere parole alla parola chiave.

Se, infatti, cerco su Google qualcosa come “cane”, avrò in SERP moltissimi risultati tra i più disparati. Wikipedia, tanto per iniziare, poi notizie riguardanti i cani, ma è estremamente probabile che, per quanto io cerchi informazioni molto generiche, non trovi subito ciò di cui ho bisogno.

longtail keyword esempio

Allora avrò bisogno di affinare la ricerca, e, per esempio, aggiungerò alla parola “cane” la parola “pastore”. Cosa ho fatto ora? Ho dato al motore un’informazione in più: m’interessano i cani da pastore.

È ancora molto generica, però, infatti Google prova a suggerirmi diversi tipi di razza, ma non è questo che sto cercando. Allora provo a spiegarmi meglio e ad aggiungere a “cane” e a “pastore” la parola “cucciolo”.

Ecco che cambiamo decisamente registro: dall’onnipresente Wikipedia siamo switchati su un altro tipo di SERP, non più informativa, perché Google ha recepito che quasi sicuramente sto cercando un cane pastore cucciolo da adottare.

Ecco come sono nate le longtail keyword, e questa -mi accorgo solo ora dell’esempio- è la parola chiave a coda lunga per eccellenza! Come avrai compreso, le longtail keyword hanno molto a che vedere con l’intento di ricerca, perché concorrono a definirlo correttamente in modo tale che Google riesca a darci sempre più i risultati che ci interessano davvero.

Qui sotto puoi trovare l’articolo che ho scritto a proposito del search intent o intento di ricerca, così che tu possa dare una rinfrescata a questo importante (direi ormai fondamentale) concetto prima di passare avanti con le nostre …code.

Definiamo meglio il concetto di longtail keyword, o parola chiave a coda lunga

Una longtail keyword è una parola chiave cosiddetta a coda lunga perché formata da più parole, spesso da una frase di senso compiuto che nel suo insieme esprime uno specifico intento di ricerca.

Io, umile SEO strategist

Come utilizzare le longtail keyword?

In realtà è molto semplice utilizzare le longtail keyword, e non perché i contenuti siano più semplici da ottimizzare, ma perchè aiutano a definire meglio gli obiettivi delle singole pagine del sito.

Come dicevo, possiamo considerare ormai superato il concetto di keyword e passare invece a pensare la SEO come intenti di ricerca, ecco quindi che è sbagliato considerare, nell’ottica strategica, una keyword per ogni pagina. È troppo rigido come pensiero, poco flessibile, qualità richiesta invece dal linguaggio e dalla semantica. Molto meglio considerare gli intenti per le singole pagine, definendo una buona longtail keyword e facendo in modo che il contenuto e la struttura rispondano specificatamente a quella ricerca.

Ma facciamo degli esempi.

Tornado al discorso delle entità, le nostre longtail keyword saranno formate da più entità, che insieme definiranno l’intento.

Ecco allora che, se cerco “cane pastore cucciolo” ho definito un intento differente rispetto a “cane pastore cucciolo educazione”, e i risultati saranno differenti. Chi lavora come educatore cinofilo, per esempio, stabilirà la sua strategia SEO per una serie di parole chiave, più o meno a coda lunga, rispondendo al secondo intento descritto. Se entriamo ancora di più nello specifico, “cane pastore cucciolo corso educazione”, ecco che mi sono proprio spiegata proprio bene col motore di ricerca: sto cercando un corso di educazione per un cucciolo (di pastore, e noi amanti dei cani sappiamo a cosa mi riferisco!). Forse con la keyword precedente stavo solo valutando le informazioni a mia disposizione, ma ora il mio intento è decisamente transazionale, cioè di acquisto. Come vedi è possibile, tramite le varie opzioni di keyword, ragionare secondo un vero e proprio funnel di ricerca che possa fornire contenuti e opzioni all’utente nelle varie fasi del suo percorso informativo e decisionale. In questo, gli intenti e le longtail keyword ci aiutano molto.

Per concludere, è importante basare la propria strategia SEO su chiavi di ricerca diverse, con intenti diversi, e per capire quali utilizzare è importante un’analisi fatta bene. Ci vuole, come ho detto all’inizio, una visione di tipo strategico, che non si limiti a ottimizzare un contenuto col paraocchi, ma sappia vederlo dall’alto, nell’insieme delle sue funzioni rispetto agli altri contenuti che popolano il sito.

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