Quanto tempo occorre alla SEO per funzionare?

Una delle domande che ricevo di più come SEO strategist è: quanto tempo servirà perché la SEO faccia effetto (tipo Aspirina)?

La risposta onesta, però, è sempre la stessa:

DIPENDE!

Pensa che neppure Google si sbilancia, e come dargli torto? Il motore di ricerca, infatti, dice che occorre un periodo di tempo che va dai 4 mesi a 1 anno, perché gli interventi a livello SEO possano dare risultati su un sito. Come potrai capire, quindi, torniamo alla risposta di cui sopra. Occorre tempo, occorre monitorare, ma soprattutto bisogna essere consapevoli dei fattori da cui dipende questo processo che chiamiamo SEO per comodità, ma che è fatto di tante attività diverse. Vediamoli insieme, ti va?

SEO: variabili che influenzano il tempo di posizionamento di un sito

Il sito stesso

Se un sito è stato appena messo online con la sua bella strategia SEO fatta, ragionata e integrata sulle pagine, nella struttura e nei testi, hai già fatto un buon lavoro, ma devi considerare che il tuo sito è appena nato, non avrà ancora una Domain Authority alta agli occhi di Google, dovrai dunque pazientare. È diverso, invece, per siti già avviati, con qualche anno di anzianità ma soprattutto con contenuti già ottimamente posizionati e con buoni backlink che portano alle sue pagine e articoli. In questo caso, l’indicizzazione e il posizionamento avverranno di certo in modo più veloce. Ma per arrivare a questo punto il sito avrà macinato tanto tempo e soprattutto tanti articoli sul blog.

La competizione su Google

E sul mercato, mi viene da dire! Ci sono davvero molte considerazioni da fare su questo tema. Certamente, se esco oggi con un sito nuovo nuovo e cerco di posizionarmi come consulente SEO, per esempio, dovrò fare i conti con una competizione altissima, resa ancora più alta dal fatto che a lavorare dietro questi siti ci sono professionisti di valore (è il nostro settore!). Sarà molto difficile per un sito alle prime armi arrivare alle prime posizioni per le keyword più gettonate, quelle che ricevono un volume di ricerca alto, e dunque competitivo. Se cerco di posizionarmi per un prodotto assolutamente nuovo, che nessuno produce, anche con un sito nuovo sarò di sicuro al primo posto, lo faccio solo io! Ma in quanti cercheranno questo prodotto su Google? Temo in pochi, visto che nessuno lo conosce. Poca competizione per poco traffico, è naturale.

Come si esce dunque da questo impasse? Sempre allo stesso modo: con la strategia! Sulle keyword ad alto volume, ma con competizione molto alta, quello che posso fare è giocare su più fronti, tentando la scalata da due lati: non solo quindi su queste chiavi di ricerca ma anche su quelle laterali, meno digitate ma sulle quali è più facile arrivare ai primi posti. Una strategia combinata, dove le keyword a basso volume mi aiutano, col tempo, a scalare la SERP di Google anche con quelle ad alto volume.

Sui prodotti nuovissimi e con poca consapevolezza del pubblico, invece, è importante fare un lavoro dettagliato e strutturato attraversato il blog, oltre che con gli altri canali di marketing digitali. Educare il pubblico, renderlo consapevole del mio prodotto attraverso ricerche laterali. Se vendo bijou prodotti con scarti del mare, per esempio, ecco che non potrò concentrarmi sulla keyword secca perché avrò poco traffico, ma su tutte quelle ricerche che riguardano la moda sostenibile, l’ecologia, il riciclo… Un mondo, insomma.

La qualità del contenuto

Noi SEO continuiamo a dire che non è importante la lunghezza dell’articolo, quanto la qualità (sì, insomma, la solita vecchia storia delle dimensioni che non contano). È vero, Google ha avuto sempre una predilezione per i contenuti più lunghi e approfonditi, inutile negarlo, ma sempre di più l’attenzione si sposta sulla risposta alla domanda dell’utente, non al numero di parole inserite nell’articolo. Bisogna sempre ragionare sull’intento di ricerca in funzione della keyword, e per questo qui sotto ti lascio un mio articolo per approfondire il concetto di search intent. In base a questo è necessario chiedersi se il contenuto ha risposto a quel preciso intento. L’ho sviluppato bene? Ho risolto un problema? Ho fornito informazioni? Il pubblico potrà risponderti, se saprai interpretare i dati naturalmente.

La frequenza di pubblicazione

Un sito lasciato a se stesso viene piano piano dimenticato dal buon crawler di Google, perciò il suo posizionamento va perdendosi: ci può volere qualche mese perché si posizioni, ma se più nulla accade su quel sito, sarà difficile che mantenga. Non mi stancherò mai di dirlo: ci vuole una pianificazione di contenuti, altrimenti il sito è una vetrina, un biglietto da visita digitale, nulla più. Se non si producono contenuti seguendo una strategia di parole chiave, Google si dimenticherà del sito, lo considererà poco autorevole per il pubblico perché povero di contenuto. Perché ti serve un blog? Anche per questo motivo.

Insomma, ma quanto tempo occorre alla SEO per funzionare? Torna all’inizio: dipende!

Avrai capito che una risposta univoca non c’è, è necessario prendere in considerazione tante variabili e queste vanno messe in relazione con la singola situazione del sito, del mercato, dei contenuti pubblicati, del pregresso… È proprio per questo motivo che ti serve un consulente SEO, qualcuno che possa analizzare, progettare, studiare una strategia dietro il sito. E anche quando la strategia è fatta, va tenuta sotto controllo. I contenuti vanno monitorati nel tempo, così come il traffico, perché nulla è dato per sempre nella SEO ma va modificato (anche cancellato, se necessario). Una cosa certamente possiamo concluderla: i concetti di SEO e di tempo vanno a braccetto, alla SEO serve del tempo per funzionare, e nel tempo la SEO va tenuta sotto controllo. Ti serve una consulenza mirata? Contattami e raccontami, sarò felice di aiutarti.

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