Formattare correttamente un blog post

Partiamo da un presupposto importante: se non si ha una keyword, o comunque un intento di ricerca, puoi comunque formattare un blog post correttamente, ma non avrai molte possibilità di posizionarti su Google, e probabilmente potresti incorrere in posizionamenti inutili o sbagliati. Infatti, senza keyword né intento di ricerca, non avremo pianificato bene il contenuto né il suo obiettivo sul blog. Quindi questo articolo ti sarà molto più utile se hai già una keyword, una o più parole chiave con cui dare la direzione giusta al tuo contenuto. Altrimenti, potrai di sicuro formattare correttamente un blog post se utilizzi Gutenberg di WordPress.

Vuoi approfittare, intanto, per ripassare il significato di intento di ricerca? Ti lascio qui sotto il mio articolo, e ti aspetto di nuovo qua quando vorrai riprendere la lettura!

Formattare un articolo su Gutenberg : 10 passi

  1. Hai scritto il tuo contenuto? Ottimo. È il momento di portarlo su WordPress con l’editor Gutenberg.
  2. Ti serve un titolo principale: è l’H1, e lo posizioniamo nel riquadro dove dice “Aggiungi titolo”. L’H1 dovrebbe contenere la tua keyword!
  3. Rivedi bene il contenuto, dividilo, se già non l’hai fatto, in paragrafi intervallati da sottotitoli, H2. Per formattare correttamente il blog post, posizionati sulla riga del sottotitolo, e, nella riga che ti appare, clicca sul simbolo di paragrafo in fondo a sinistra. Ti chiederà se vuoi trasformare in : titolo, elenco, citazione, ecc. Seleziona titolo e diventerà in automatico un H2 (almeno un H2 dovrebbe contenere di nuovo la keyword, ma tu puoi usarla in modo dinamico e spostare le parole!)
  4. Se vuoi inserire degli H3, ti basterà cliccare sulla dicitura in grassetto H2 e modificare la gerarchia (non inserire gli H3 prima degli H2!)
  5. Se fai un paragrafo per punti, come questo che sto scrivendo io, devi comunicarlo a Gutenberg in modo che utilizzi il codice giusto. Di nuovo, vai col cursore sul simbolo di paragrafo e trasforma in elenco (potrai scegliere i punti o i numeri). NON farlo tu con le lineette o i numeri della tastiera!
  6. Occupati dei grassetti: le parti importanti del testo, che hanno attinenza con la keyword o con l’intento di ricerca, vanno messe in grassetto (strong in linguaggio HTML): catturano l’occhio e fanno meno effetto muro di testo quando si apre la pagina. Le persone tendono a cercare i grassetti nel testo e per questo devono avere coerenza con la ricerca digitata su Google.
  7. Se è un blog post molto lungo, ti consiglio di prevedere un sommario, su Gutenberg puoi farlo con estrema semplicità grazie al tutorial di Nicole Curioni.
  8. Ricordati di inserire un’immagine in evidenza (se vuoi anche nel testo, senza esagerare) e di ottimizzarla con la keyword, se ne hai scelta una. Scegli immagini leggere oppure alleggeriscile con i plugin appositi
  9. Dedica del tempo al tuo snippet: in questo articolo ho spiegato come!
  10. Ultimo ma non per importanza: mi raccomando di scegliere con cura tag e categorie, questo articolo ti aiuterà molto

Concludo consigliandoti di porre attenzione ai comandi di Gutenberg quando inserisci un link. La scelta migliore è quella di flaggare l’opzione “apri in una nuova scheda”, perché non ha senso, secondo la user experience, inserire un link se poi va a coprire letteralmente la pagina che si sta leggendo. Da desktop in particolare, è importante che la pagina si affianchi, si apra in una nuova scheda appunto, per ritrovare con semplicità l’articolo che si stava leggendo. Ma, e questo è il punto in cui devi veramente fare attenzione, dovrai fare un’operazione in più: clicca sul tuo blocco di Gutenberg, dove vedi i 3 puntini finali in verticale, seleziona “modifica come html”, e osserva il link che hai inserito. Dovrai andare col cursore sul testo ed eliminare solo la dicitura “no referrer”, mi raccomando, solo quella! Altrimenti non funzionerà il link. Ora puoi cliccare di nuovo su “modifica visivamente” e il blocco tornerà come prima. A che serve quest’accortezza? A non sporcare i dati di Google Analytics. No referrer, infatti, significa letteralmente che la persona che ci clicca sopra e atterra su un’altra pagina diventerà, agli occhi di Analytics, traffico in direct, mentre invece è possibile che fosse arrivato sul primo articolo da Google o dai social, per esempio. In questo senso, ti ritroveresti tanto traffico in direct senza sapere da dove viene, un peccato! Questo è un problema di Gutenberg che gli amici di WordPress dovrebbero risolvere presto, ma nel frattempo tu sai come muoverti per formattare alla perfezione il tuo blog post.

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