Come funziona Google Discover

Google Discover è un bel posto in cui apparire con i tuoi contenuti, ma funziona in modo diverso rispetto ai risultati di ricerca del motore: è uno strumento eccezionale che potrebbe dare grande sprint al tuo traffico, in alcuni casi (come vedremo più sotto) persino… raddoppiarlo! Non ci credi? Continua a leggere e ti spiego tutto su Google Discover, cos’è, come funziona, come potresti essere compreso tra le sue proposte e dare una spinta alle visite del tuo sito. Prenderemo in considerazione anche un caso studio.

SOMMARIO

Cos’è Google Discover e come funziona?

Immagino tu abbia già notato il fatto che ho scritto “le sue proposte” e non “i suoi risultati”, parlando di Google Discover. Si tratta, infatti, di un content feed. Inizialmente era disponibile solo per i dispositivi Android, ora anche per iOS, ma sempre scaricando l’app di Google. Dunque il principio è: solo mobile! Discover fa una serie di proposte all’utente in base alle sue precedenti ricerche, direttamente sulla schermata iniziale. Non lo vedrai dalla navigazione da browser, quindi, ma solo utilizzando l’app di Google.

Qui sotto ti mostro la mia schermata, dove comprendi subito quali sono i miei interessi: in realtà poco più sopra mi aveva anche proposto una notizia locale, pensando che potesse essere di mio interesse in base alla localizzazione. Piano piano Discover acquisisce informazioni in base al mio comportamento e alle mie ricerche, che per lo più avvengono su browser Safari in realtà, ma Google, tramite l’account, ovviamente tiene traccia di tutto e poi… propone contenuti su Discover.

Questo significa che le persone, su Discover, non fanno ricerche, né testuali né vocali, ma sfogliano ciò che Google propone loro. In base ai loro comportamenti il motore di ricerca migliorerà il match tra le sue proposte e gli interessi dell’utente. Ovviamente questo non significa che l’utente non farà mai più ricerche, sono, anzi, più che necessarie per continuare ad alimentare Discover e anche perché ci saranno momenti in cui gli utenti cercheranno cose, persone o informazioni talmente specifiche che non cercarle appositamente è impossibile: non ci legge nella mente, questo ancora no. Ma prova a fornirci contenuti in base agli interessi, dando rilievo all’esperienza da mobile.

Ora che sei arrivato fino a qui sicuramente ti chiederai: ma come è possibile far finire uno o più dei miei articoli su Discover e ottenere più visite anche da questo canale? Funziona come la SEO? In parte sì, ma ci sono alcuni piccoli accorgimenti che potresti scegliere d’intraprendere per fare in modo che i tuoi contenuti finiscano su Discover. Vediamo tutto in dettaglio.

7 aspetti da prendere in considerazione per apparire su Google Discover

  1. Il piano editoriale: se non ne hai uno e pubblichi una volta ogni morto di Papa, è molto improbabile che Google ti scelga per finire su Discover.
  2. Il principio dell’EAT: Expertise, Authorithativeness, Trustworthiness, cioè competenza, autorevolezza, affidabilità. Attraverso una pubblicazione di contenuti sistematica e di qualità, Google inizierà a considerarti un esperto del tuo settore, le persone a vederti come un punto di riferimento e il tuo sito avrà ottime opportunità di finire su Discover: come ben comprendi ci vuole del tempo. Il caso studio che ti presento sotto, infatti, ha iniziato a lavorare bene su Discover dopo anni di pubblicazione e ottimo traffico dalla ricerca organica di Google. Forza e coraggio, insomma!
  3. Verticalità: molto legato al punto 2. Infatti, per considerarti esperto nel tuo settore, Google non deve vedere sul tuo blog tanti argomenti differenti. Se parli di moda, come il mio caso studio qui sotto, non dovrai iniziare a pubblicare notizie di cronaca, ecco. Certo, potrai fare alcune variazioni ma sempre restando all’interno di un macro tema che guida la tua pubblicazione.
  4. Trend: essere esperto nel settore ti porterà certamente a parlare delle novità, ed ecco che i trend entrano in gioco. È molto probabile, infatti, finire su Discover con temi stagionali se si ha raggiunto un buon livello di autorevolezza nel settore. Ma non affidarti solo ai trend: crea il tuo piano editoriale alternando articoli stagionali, legati ai trend, agli articoli evergreen, validi sempre.
  5. Foto: ebbene sì, Discover ama le foto grandi, e mi pare di avertelo ben mostrato con lo screenshot di cui sopra. Eh sì, come fa altrimenti ad attirare l’attenzione delle persone, che non stavano cercando un bel nulla? Scegli dunque foto effetto wow per la tua immagine in evidenza, di dimensioni 1200×1200 px, ma fai attenzione a ridurne il peso magari utilizzando Birme
  6. Video: se stai pubblicando video su YouTube, hai fatto bingo! Ti darà una mano strepitosa il fatto d’inserire i tuoi video di YouTube tramite l’embed di Gutenberg sugli articoli, avrai la strada molto più spianata per finire su Discover. In realtà, l’associazione video-articoli è vincente anche per la ricerca di Google, visto che comunque YouTube fa parte della famiglia Google.
  7. Mobile, abbiamo detto: se il tuo sito non è responsive, non è ottimizzato nella sua versione mobile, sarà molto difficile che i tuoi articoli finiscano su Google Discover!

Ma allora la SEO… è morta?

Contrariamente a quelli che vogliono sempre morta la povera SEO, no, non è deceduta neanche con Discover: è vero che non risponde alle ricerche immediate delle persone, ma ne trae preziose indicazioni. È infatti tramite il nostro cercare su Google “tradizionale” che Discover trova le giuste indicazioni per mostrarci contenuti di nostro interesse. Senza le ricerche di Google, cesserebbe di esistere anche Discover o proporrebbe comunque solo cose a caso, con dubbi risultati. E cosa fa sì che le ricerche di Google ottengano le giuste risposte? La SEO, ovviamente.

Oltretutto, è assolutamente utile anche per finire su Discover seguire le comuni regole di ottimizzazione del titolo SEO, per esempio.

Per comprendere ancora meglio questo meccanismo così affascinante di Google Discover, ho pensato di raccontarti un caso studio: una mia cliente che ha letteralmente raddoppiato il suo traffico da Google grazie a Discover.

Caso Studio con Google Discover: Easymomswissmade fashion blogger

Marie, la proprietaria del blog Easymomswissmade, è una ex modella, influencer e blogger che si occupa prevalentemente di moda. Il suo blog però è molto ampio e segue una filosofia precisa, quella della easytudine, mostrando alle persone come è possibile occuparsi di 3 bambini, fare viaggi bellissimi, prendersi cura di sé e avere un look strepitoso anche dopo i 45 anni. Il suo tono di voce è sempre super solare, come lei, nulla è problematico e se lo è… be’, lo si trasforma in qualcosa di più leggero e divertente. Il suo blog pubblicava già da anni, anche se magari a periodi alterni, con un traffico organico più che dignitoso e Google la considerava già un’esperta di moda.

Lo scorso autunno abbiamo deciso di dedicare un bel periodo denso agli articoli in trend: le tendenza moda del 2023, il Natale 2022, alcune ispirazioni particolari proposte da Marie come il balaclava, accessorio tutto invernale, insomma… è stato un bimestre, novembre-dicembre, bello pieno di pubblicazioni molto curate, con foto grandi e belle, e un’attenzione particolare ai trend.

Qui sotto ti mostro i risultati di Google Discover legati agli articoli che ha scelto di mostrare agli utenti (i risultati si fermano al 31 gennaio 2023):

Un totale di oltre 9000 clic ottenuti tra novembre-dicembre 2022 e gennaio 2023 sul solo Discover

Qui sotto, invece, ti mostro il traffico da Google organico in relazione al semestre e al trimestre: l’ultimo trimestre, in particolare, ha portato lo stesso numero di clic di Google Discover, ma spalmati su molti più articoli.

Dove monitorare le visite da Google Discover?

Se i tuoi contenuti finiscono, anche solo per brevi periodi, su Google Discover, questa sezione apparirà direttamente sul tuo Google Search Console, nella colonna di navigazione di sinistra, proprio così:

Come vedi ti mostra i picchi, i clic totali da Discover, e, sotto il grafico, anche gli url comparsi.

Naturalmente bisogna collegare Search Console, che è uno strumento gratuito di Google utilissimo alla strategia SEO.

Attenzione invece alle visualizzazioni che compaiono su Analytics: infatti, nel caso del sito preso in considerazione, i clic da Google Discover vengono espressi da direct. Se ti capita, quindi, di avere un aumento spropositato del traffico in direct su Analytics, è opportuno fare un check di controllo su Search Console per vedere se il colpevole possa essere proprio Discover.

Una considerazione finale

Google Discover ti può portare molto traffico, ma il pubblico è diverso, diverso è il viaggio che compie per arrivare al tuo contenuto, diversi possono essere i risultati. La persona che ti trova su Google tramite la schermata tradizionale, ha espresso volontariamente un desiderio tramite la sua ricerca, la sua fruizione del contenuto sarà intenzionale e interessata. Chi ti visualizza su Discover non stava facendo espressamente quel tipo di ricerca, sarà però interessato a quegli argomenti, cliccherà sull’articolo se la foto lo attira e il titolo gli sembra accattivante, ma il trigger di ricerca non c’è, le azioni di questi utenti sono meno intenzionali. Ottimo dunque per chi ha un blog, un magazine col quale monetizzare il traffico, un po’ meno utile invece, a parer mio, per siti business che vendono servizi e prodotti, che già di partenza faranno più fatica a finire su Google Discover col blog. In ogni caso è importante differenziare la strategia di contenuti senza concentrarsi solo ed esclusivamente su un tipo di traffico, per questo è essenziale variegare e progettare il piano editoriale.

Vuoi fare una ragionata ulteriore sulla tua strategia, hai i risultati del tuo sito da Google organico e Google Discover ma non ti suggeriscono nulla su come proseguire con le azioni sul tuo sito o blog, o stai pensando d’implementare la strategia con altri canali?

Contattami e parliamone insieme!

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